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VERDICCHIO DI MATELICA VILLA MARILLA 2020

 Cucina & Cantina/ CentralMENTE/182

 

Per accompagnare la cena della vigilia di Natale ho deciso di ritornare nelle Marche per degustare idealmente con tutti voi questo favoloso verdicchio della cantina Gatti che, a mio parere,  possiede tutte le caratteristiche per accompagnare  l’intero menu che, sappiamo, risulta essere molto impegnativo a tutte le latitudini. Certo, la sua gradazione alcolica è importante ed assolutamente atipica per un bianco, ma l’eleganza, la rotondità e la raffinatezza lo rendono  molto intrigante e, alla fine, appagante. Sappiamo che le versioni del verdicchio non si contano più e che accanto alla famosa denominazione “Verdicchio dei Castelli di Jesi” c’è quella del “Verdicchio di Matelica” nella cui selva di produttori da qualche anno sta emergendo con prepotenza la cantina di Marco Gatti, una piccola realtà ma una grande eccellenza avviata appena all’inizio di questo millennio. Una di quelle realtà artigianali che,come spesso ripeto, fanno grande l’enologia italiana. E come in ogni laboratorio artigianale dove la qualità prevale su ogni cosa, anche qui la proposta di vini trasmette l’attenzione per la bottiglia nella quale Marco Gattti concentra tutte le sue energie e la sua esperienza partendo dalle sue uve e puntando all’eccellenza, senza divagazioni. L’azienda sorge a Cerreto d’Esi nell’entroterra anconetano, forte di un progetto agricolo coraggioso e personale nato dalla passione del titolare per la viticoltura e dalla dedizione di sua moglie Marina nel seguirlo. Un cambio di vita condiviso alla cui base c’è una passione volta a preservare  vecchie varietà in via d’estinzione  recuperando non solo vitigni ma anche piante da frutto tipiche della zona cerretana come mele e prugne. Insomma zone dimenticate dalla tradizione del luogo, forse troppo difficili e impervie da coltivare, ma che Marco considera di grande valore qualitativo. E questo è, a prescindere, un grande merito, riconosciuto anche dal Gambero Rosso che gli ha attribuito il massimo dei voti con i Tre Bicchieri rossi.

Provenienza : Cerreto d’Esi – Ancona- Marche

Annata : 2020

Gradazione alcolica: 15 vol.%

Varietà delle uve: Verdicchio 100%

Tipologia: le vigne coprono un territorio collinare di appena 7 ettari e sono ubicate nel comune di Cerreto d’Esi.  La conformazione del terreno, ricco di calcare e potassio, oltre alle condizioni pedoclimatiche ottimali si rivelano fondamentali per una corretta maturazione degli acini in vigna. Ad oltre 320 metri s.l.m., la valle dell’Esino rimane isolata dalle correnti marine creando un microclima continentale dalle notevoli escursioni termiche che arricchiscono le componenti aromatiche del vino. Spicca su tutti, in longevità e carattere, doti inusuali per un vino bianco.

Vinificazione: Per preservarne le caratteristiche organolettiche

la vendemmia è manuale e viene fatta nel corso del mese di settembre in modo da consentire un’attenta selezione dei grappoli. Dopo di ché si procede alle operazioni tradizionali di vinificazione per arrivare all’affinamento in acciaio e in bottiglia.

Caratteristiche organolettiche: nel bicchiere si presenta con un colore  giallo tenue con modesti riflessi verdolini; il profumo è avvolgente ed elegante con note evidenti di miele di rovo,tiglio, e,in fondo, di anice stellato. All’assaggio mostra immediatamente corpo e sostanza, con una vena acido-sapida che pervade e sostiene il sorso. Curva gustativa affascinante con un finale armonioso e lungo. Un capolavoro.

Temperatura di servizio: Essendo un bianco atipico è consigliabile non servirlo freddo ma semplicemente fresco, intorno ad una temperatura di 13 gradi, in un bel bicchiere a tulipano in modo che possa sprigionare tutti i suoi profumi e tutti in suoi aromi.

Longevità :  se ben conservato a temperatura costante di 12/ C. può restare in cantina fino al 2029/2030.

Abbinamenti : Le particolari caratteristiche lo candidano a ben accompagnare un gratin di frutti mare, un timballo di pesce, un sartù di riso e cozze o,ancora, un filetto di baccalà alla napoletana.

Per chi invece vuole osare il mio  consiglio è di provarlo con una porchetta di pesce spada.

 

 

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