Attualità/Marcello Martelli/ 220
Dopo l’importante stanziamento di circa 2 milioni di euro per potenziare l’esecuzione penale esterna – ovvero tutte quelle misure alternative alla detenzione che favoriscono il reinserimento sociale dei condannati – il Ministero della Giustizia torna a investire sul futuro dei detenuti.
Questa volta il focus è sulla Regione Abruzzo, dove sono in arrivo nuove risorse per circa 2 milioni di euro destinate alla formazione professionale dei detenuti. L’obiettivo è fornire competenze spendibili nel mondo del lavoro, attraverso percorsi formativi strutturati e svolti in laboratori attrezzati e autorizzati all’interno delle strutture carcerarie.
Il Ministro Carlo Nordio ha dichiarato che la formazione professionale rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre la recidiva e favorire un reale reinserimento sociale dei detenuti. “Non basta la pena detentiva – ha sottolineato – serve dare ai detenuti una possibilità concreta di costruire un futuro diverso, dignitoso e produttivo.” Grazie a questi fondi, saranno attivati corsi di formazione pratica in diversi settori: dalla falegnameria alla ristorazione, dalla manutenzione del verde alle attività artigianali, fino all’informatica e alla meccanica. Ogni corso sarà accompagnato da attività di orientamento al lavoro e da una certificazione delle competenze acquisite, spendibile anche una volta scontata la pena.
I laboratori verranno allestiti o potenziati con macchinari, strumenti e materiali adeguati, per garantire un apprendimento reale e professionalizzante. Il progetto coinvolgerà enti di formazione accreditati, personale specializzato e anche aziende del territorio, in un’ottica di rete tra carcere e società civile.
L’Abruzzo non è l’unica regione coinvolta in questa strategia, ma rientra in un più ampio piano nazionale del Ministero della Giustizia volto a trasformare il carcere da luogo di sola pena a spazio di crescita e responsabilizzazione. Tuttavia, con questo ulteriore stanziamento, il territorio abruzzese diventa una delle realtà pilota di un modello innovativo di trattamento penitenziario.
Diversi studi confermano che i detenuti che partecipano a programmi di formazione e lavoro hanno una probabilità significativamente più bassa di tornare a delinquere. Investire nella formazione, quindi, non è solo una misura umanitaria, anche un intervento di sicurezza sociale, che ha effetti positivi sull’intera collettività.
Con questo nuovo finanziamento, il Ministero della Giustizia ribadisce la sua volontà di rendere la pena non solo afflittiva, ma anche utile, promuovendo un modello di giustizia che punta al recupero della persona e al ritorno alla legalità.






