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LO “STRIGILE” ED IL “GUA SHA” PER IL BENESSERE (PARTE SECONDA)

Benessere / Giuseppe Mazzocco / 264 (*)

 La dinastia Tang (618-907 d.C.) è legata ad un’epoca della storia cinese riconosciuta come “età dell’oro”, per il valore culturale dei suoi movimenti sociali e per la potenza politica che la capitale Chang’an, lungo la via della seta, rappresentò. In questo periodo di sviluppo della letteratura, dell’arte e degli scambi commerciali, in un clima di pluralismo religioso (taoismo, buddismo, confucianesimo ed altri credi) e di innovazioni tecnologiche ed invenzioni (la polvere da sparo e la stampa), si sviluppò anche il concetto di benessere, attraverso il movimento e le arti manipolative, anche riservate alle donne, per trattamenti di benessere.

   Nel contesto del massaggio cinese fu introdotto l’uso del “Gua Sha”, uno strumento in pietra studiato per trattare il corpo, per liberarlo dalle tensioni delle contratture muscolari, facilitando l’afflusso circolatorio.

   La stimolazione cutanea con il “Gua Sha” prevedeva, anche, delle azioni di raschiatura della pelle, oltre che contatti più lievi fatti molto superficialmente per stimolare il microcircolo. Nel corso del tempo, le tecniche si sono evolute ed il massaggio cinese ha conservato l’uso di strumenti di pietra nelle tecniche di stimolazione cutanea.

   Nella medicina tradizionale cinese il termine composto “Gua Sha” significava “strofinare” (Gua) e “calore” (Sha), con lo scorrimento di una pietra (abitualmente di giada o di quarzo), molto levigata, sul viso e sul corpo.

   Oggi il massaggio con il “Gua Sha” è riservato, principalmente, al viso, in rituali composti per azioni di drenaggio linfatico, di spremitura ematica e di stimolazione dei punti riflessi e del connettivo.

   La tecnica odierna del “Gua Sha”, naturalmente, gode delle attuali conoscenze dermatologiche e massoterapiche e, nel mondo dell’estetica, è usata anche in combinazione con altre manualità. Nella pratica abituale, il “Gua Sha” prevede la preparazione della pelle (per esempio, non è usabile se è asciutta) e la realizzazione di manovre molto delicate, con direzioni tipiche del massaggio del viso, dal punto di vista flebologico e linfatico, raggiungendo tangibili risultati di benessere.

   Lo Strigile greco-romano e il Gua Sha cinese rappresentano due importanti e lontanissime epoche del massaggio estetico integrato per il benessere: due “memorie” tecniche che devono far parte del corredo culturale dei moderni operatori del benessere.

   Questi dispositivi meccanici del massaggio estetico integrato per il benessere ingigantiscono il risultato quando il gesto manipolativo prevede la replica nel tempo ed un veloce ritmo esecutivo; risparmiano alla mano la stanchezza delle lunghe ripetizioni, con conseguenti imprecisioni; garantiscono, sempre, la stessa “piacevolezza”; offrono preziosi bordi per le tecniche di drenaggio o di pulizia; realizzano azioni vibratorie o percussive alle frequenze effettuate da una mano riposata.

   Lo strigile ed il gua sha diventano, così, indispensabili per realizzare nuovi risultati, ma sempre guidati dalle regole dei trattamenti fatti a mano, perché completano l’azione manipolativa, per un risultato più efficace, anche quando il massaggio esteto-funzionale si preoccupa di trattare zone particolari, con azioni di reflessologia preventiva o di drenaggio localizzato o per preparare la pelle a “ricevere” il trucco.

(*) Scritti di massaggio estetico integrato per il benessere e fatte per tanto tempo

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