Home La Rivista Attualità e Amarcord ENERGIA SOLARE: DALLO SPAZIO NOVITA’ PRÊT-À-PORTER PER NOI’?

ENERGIA SOLARE: DALLO SPAZIO NOVITA’ PRÊT-À-PORTER PER NOI’?

Attualità/Paolo Rico/ 215

 

«messor lo frate Sole è bello e radiante cum grande splendore»

(san Francesco d’Assisi, 1225)

 

Giovane start up italiana sperimenta su satellite, nello spazio, alimentatori leggeri di energia solare,  trasferibili alla nostra quotidianità, sulla terra. Titoloni di stampa  – opportunamente qualche giorno fa –  per questa conquista dell’eccellenza di casa, anzi, direi proprio: più “green”. Investimento programmato: 2mln, conseguiti da fondi internazionali, a testimoniare che la finanza mondiale si accorge del talento. Sarà pure per la grande attrattiva, che, nell’attuale evoluzione della società produttiva, esercita la Space economy in sede Ue.

Questa innovativa azione tecnologica mira immediatamente ad “ammorbidire” dimensioni, costi e funzioni dei pannelli fotovoltaici in orbita. Mediatamente, l’intervento fornirà soluzioni applicative per la nostra vita di tutti i giorni in tema di ricorso all’energia del sole: quindi, vantaggiose risposte, attese per le più svariate esigenze collettive e di singoli. Ci contano i “cervelli” della strat up; i loro sostenitori finanziari puntano soprattutto al business: sono a conoscenza, infatti, delle richieste in formazione di un mercato  – invero, ancora abbozzato –  interessato alla flessibilità di apparati energetici mobili, rapidamente e agevolmente impiegabili alla bisogna, senza cioè farraginose procedure di ambientazione operativa. Secondo cliché esattamente verificati in orbita, in condizioni estreme di manovrabilità e resa. Quel che impone effettualmente di orientare ad aggiornate modalità di produzione energetica  – di natura solare, nel caso –  in contesti in  trasformazione continua  e in strutturale riposizionamento. Ciò è previsto, ad esempio, per satelliti artificiali, che stazionano, in atmosfera, ad altitudini relativamente basse (tra i 200 e 2mila km, nel disciplinare del Technology Readiness Level 9 per vettori, cosiddetti Low Earth Orbit).

    A dimostrazione che la palla di fuoco, richiamata in epigrafe dall’Assisiate, è componente primaria del nostro futuro in allestimento. Pur se  – altri titoloni dei giorni passati –  Usa e Italia si sono accordati per incrementare l’export americano di fonti fossili: gas e nucleare, per lo più Ciò allo scopo di implementare le nostre riserve energetiche nazionali non solo con disponibilità tradizionali, ma, oggi, esaltate  – «per le migliori sorti e progressive» di leopardiana memoria –  dagli ingredienti upstream, che riserva l’AI. Insomma, tradizione e innovazione a braccetto per l’autosufficienza energetica, auspicabilmente ottenuta da un mix di materie prime o opportunamente trasformate.

Per non allontanarci da casa cito  l’ultimo nato dei parchi solari: quellodi Pian di Giorgio nel Viterbese: otre 100mila pannelli fotovoltaici bifacciali, installativi, permettono una potenza di circa 55MWp, che assicurano annualmente 102GWh di energia pulita. Contribuirà  – questa capacità motrice –  ad abbattere 42.500 tnl di anidride carbonica in aria, facendo, inoltre, risparmiare il consumo di 21mln di m³ di gas. Contributo importante allo sviluppo di energie rinnovabili, anche perché l’investimento si completa con infrastrutture viarie ed ambientali migliorative dell’ornato e delle pertinenze del parco solare viterbese. Questo si inserisce nel trend di crescita della produzione nazionale di energie pulite, ora, in Italia, al 73% dell’intero stock nazionale di fonti rinnovabili.

    La Lombardia guida la classifica del nostro Paese, con oltre 135mila impianti sugli 880mila del Paese, ossia quasi il 15,5% della complessiva dotazione. Anche se la Puglia  – abbastanza indietro nella graduatoria –  grazie a recenti politiche di intensificazione del green, detiene mediamente la maggior quota italiana di potenza installata in ciascun impianto: 13,5% del totale italiano contro il dato lombardo dell’11,5%.

Però, l’indice locale suggerisce eccezioni virtuose. Regioni, povere di potenza green installata, su base provinciale possono talvolta offrire successi insperati. Proprio il caso di Viterbo: con un 2,2% di generazione fotovoltaica in una regione  – il Lazio –  un po’ a corto di rinnovabili. Complessivamente, il comparto ripropone un’Italia tripartita: il 44,4% delle installazioni verdi è al Nord e il 37,4% si trova al Sud. In Centro si concentra il 18,2% pochissimo sopra la quota top della citata Lombardia. Sarà perché l’investimento inziale per impianti solari è assai elevato.

Poi, non bisogna sottovalutare alcune criticità quando si opta per il fotovoltaico. Il riferimento corre ai condizionamenti climatici territoriali. Ma non bisogna nemmeno trascurare il vantaggio, rappresentato dall’infinita disponibilità, nel tempo, di fonti rinnovabili né omettere i grandi risparmi di CO₂, sul cui abbattimento si gioca proprio il futuro nella tutela di un ecosistema, costantemente aggredito da errate pratiche iperconsumistiche dell’umanità.

 Fortunatamente contrastate, però, da esempi virtuosi, offerti da enti locali ecosensibili e da importanti investimenti cofinanziati.

    Al sole, fin dal 221 a.Cr. (nascita del primo governo imperiale della Cina), si riconosce una forza irradiante di 960mld kW: inimmaginabile se rapportata, per stare al micro, ai 20 TWh di produzione di tutti gli impianti solari italiani, peraltro ben superiore agli obiettivi prefissati di periodico incremento. Inoltre, questa sfruttata capacità del solare coinvolge  – nella filiera ecodinamica – perfino metalli, considerati “nobili” nella filiera del comparto. Ad esempio: piombo, per trasmettere efficientemente energia; zinco, per galvanizzare l’acciaio, largamente impiegato nella realizzazione di turbine; cobalto, pilastro della transizione ecologica; litio, utile a favorire l’immagazzinamento di energia.

    Un panorama così articolato interpreta, infine, le potenzialità di accompagnare lo sviluppo della civiltà su itinerari, rispettosi dell’habitat; in grado di preservare equilibrio e convenienze sia di contesto che di processo e di obiettivi. E concentrarsi sullo sfruttamento energetico di quel fondamentale costitutivo solare può sicuramente passare attraverso l’adattamento dei mezzi  – nella fungibilità tecnologica come nelle architetture esistenziali –  di più realistica ed immediata portata comune. A prevenire quelle temute occasioni, già sfortunatamente capitate, nelle quali…si stesero le tenebre su tutta la terra» (Mt 27, 45).

 

L’Aquila, lì 10 settembre 2025 Paolo G. Rico (cliternum@yahoo.it)

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com