Home La Rivista Attualità e Amarcord UN ALTRO NATALE SENZA ZAMPOGNE NELLA TERRA-MADRE DEGLI ZAMPOGNARI

UN ALTRO NATALE SENZA ZAMPOGNE NELLA TERRA-MADRE DEGLI ZAMPOGNARI

Attualità&Amarcord/ Marcello Martelli/Io penso/ 183

Arriva Natale (ancora un altro!) senza zampogna e zampognari. Ricordate? Erano quei mitici pastori delle montagne che ogni anno, puntualmente, vestiti con pantaloni corti e un mantello scuro, giravano per le vie della città e dei borghi. Terra-madre degli zampognari, dove la transumanza e i pascoli erano un simbolo locale, in Abruzzo il suono rauco delle zampogne annunciava la “buona novella” dell’imminente arrivo del Bambinello. Anche per questo il pastore con la zampogna era presente nel presepe.

A Napoli gli zampognari cominciavano ad arrivare in città dal 25 di novembre, scandendo ogni giorno del calendario dell’avvento fino al 24 di dicembre. Tempi passati…

Ora gli zampognari si vedono sempre meno, fino a scomparire, anche nella terra dei pastori. Dove persino i pascoli, come raccontano le cronache giudiziarie, sono finiti in cattive mani.

Per questo, forse, gli zampognari hanno abbandonato la vita agreste e le alture delle montagne? Prepariamoci per ritrovarli, prima o poi, sulla ribalta del Festival di S. Remo. Dove gli antichi e gloriosi virtuosi della zampogna, magari sfoggiando un nuovo look, meritano applausi di nostalgia e rimpianto.

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