Caprera, l’isola che c’è
La lezione sul mito del professor Covid. Leggendo Baricco
La pandemia è stato lo stress test delle idee sbagliate del ‘900. Il mondo non finirà ma dovrà cambiare il nostro modo di pensare e il nostro rapporto con il pianeta.
No limits. Il riscaldamento globale ha coinciso con il raffreddarsi dei rapporti umani e delle speranze
Qualche anno fa c’era una famosa pubblicità televisiva di una marca di orologi che illustrava la qualità del prodotto con le imprese di uno degli uomini che per primo compiva imprese di volo con una tuta alare. Lo spot terminava con la perentoria scritta “no limits”, nessun limite, non ci sono limiti all’audacia, all’inventiva e alla tecnologia.
I beni comuni, ovvero come uscire migliori dalla crisi post-pandemica
Settanta anni fa, i nostri genitori ricostruirono un paese distrutto da una guerra persa. Si puntò sullo sviluppo della produzione e consumo di beni privati. Il risultato furono il boom economico e la ricchezza, di cui tutti abbiamo goduto.
Gubbio: primavera in fumo
Chi l’avrebbe mai detto. A questa altezza della vita, con i pochi anni che mi separano dalla pensione, mentre provo, come posso, a cercare la saggezza (“consapevole e distaccato interesse per la vita, anche di fronte alla stessa morte”, secondo la geniale definizione di E. Erikson). Mentre tento un segreto accordo col mondo e con la Trascendenza, mi ritrovo impegnato in una lotta civile, a partecipare a gruppi di studio e manifestazioni. Lotta divisiva, per una piccola città, capace di spaccare in due le persone, divise tra conoscenze, parentele, amicizie, ricatti occupazionali, e coscienza. Lotta necessaria, per scongiurare una minaccia storica irreversibile che grava sulla città e i suoi abitanti. Chi l’avrebbe mai immaginato, che io, tranquillo cittadino e povero professore di provincia, avrei scritto di questo su un supplemento de “Il Manifesto” (che ringrazio per l’ospitalità). Dopo questo strampalato incipit personale vengo ai fatti.
Economia e/o ecologia? Non ci sono pasti gratis
Apocalisse, la fine del mondo come l’abbiamo conosciuto
Apocalisse, al di là delle pur necessarie disquisizioni teologiche, è sinonimo di fine del mondo, ma l’etimologia rimanda anche al termine rivelazione. Non ci dovrebbe essere niente dopo la fine del mondo, invece il libro di Cardini e Nencini si riferisce ad un dopo e il sottotitolo ne indica anche il contenuto e la direzione. Allora vuol dire che la fine del mondo è in realtà la fine di un mondo e la linea di separazione è quella della pandemia, da cui cerchiamo faticosamente di uscire.
