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Lambrusco Torcularia 2023 CARRA DI CASATICO

Cucina&Cantina /Centralmente/223 

 In una tipica trattoria sperduta nella campagna parmense mi sono imbattuto con  questo vivace vino frizzante della cantina Carra di Casatico. Lo reputo un omaggio alla tradizione enologica dell’Emilia-Romagna, con radici che affondano nella storia antica del Lambrusco, vitigno già celebrato da Virgilio nelle sue Georgiche oltre duemila anni fa.

Nato dalla passione della famiglia Carra, che da generazioni coltiva le colline parmensi, il Torcularia trae il suo nome dal latino “torculum“, evocando i torchi antichi usati per la pressatura delle uve.

L’etichetta riflette l’essenza rustica e autentica del territorio, con un design che richiama i paesaggi collinari intorno al maestoso Castello di Torrechiara, simbolo di un patrimonio enologico legato alle famiglie nobiliari locali.

In passato, queste terre erano parte integrante della produzione agricola ducale, dove il Lambrusco era apprezzato non solo per il suo vigore ma anche per la sua capacità di accompagnare i banchetti della corte Farnese. Oggi, la cantina Carra di Casatico perpetua questa eredità, elevando il Lambrusco a icona di freschezza e versatilità.

Provenienza: Casatico di Langhirano, provincia di Parma

 Gradazione alcolica: 11,5% vol.

Varietà delle uve: Lambrusco Maestri 100%.

 Tipologia: I vigneti sono situati ad un’altitudine di 200-240 m s.l.m. con esposizione a ovest; il suolo è argilloso-calcareo ricco di minerali, mentre il sistema di allevamento è a cordone speronato con una densità di 4000 ceppi/ha.

Annata: 2023

Vinificazione: La vendemmia manuale avviene a fine agosto, seguita da una diraspatura gentile e una macerazione breve di 4-6 giorni in vasche di acciaio inox per preservare la freschezza fruttata. La fermentazione alcolica è condotta a temperatura controllata (18-20°C), con una rifermentazione in bottiglia secondo il metodo Charmat per ottenere il caratteristico frizzante. Non prevede malolattica né affinamento in legno, per mantenere la purezza varietale. L’imbottigliamento è seguito da un riposo di 2-3 mesi sui lieviti.

 Caratteristiche organolettiche: È un vino esuberante e rinfrescante, dal colore rosso rubino vivace con riflessi violacei. All’olfatto è fruttato e invitante, con note di lamponi maturi, more selvatiche, un tocco di violetta e una delicata speziatura di pepe. Al palato è secco, polposo, con una vivace acidità e una spuma fine e persistente che bilancia la moderata tannicità. Finale croccante e persistente, con richiami di frutta rossa.

Longevità: Da ora fino al 2026, ideale da consumare giovane per apprezzarne la freschezza.

Temperatura di servizio: 10-12 °C, senza decantazione; si consiglia un calice a tulipano stretto per concentrare gli aromi e valorizzare la spuma.

Abbinamenti: E’ perfetto con tutti i salumi e i piatti rustici della cucina emiliana. Si abbina splendidamente a una grigliata di salsicce o a un bollito misto o, ancora, un risotto ai funghi porcini . Per chi vuole ripetere la mia esperienza vissuta sul posto, il mio consiglio e di provarlo con un antipasto di culatello, gnocco fritto e tocchi di parmigiano 24 mesi e a seguire un piatto di tortelli di spalla con burro e una generosa spolverata di parmigiano di trentasei mesi.

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