Home La Rivista Attualità e Amarcord DROGA FRA LEGALIZZAZIONE E PENA DI MORTE

DROGA FRA LEGALIZZAZIONE E PENA DI MORTE

Attualità & Amarcord 164

di Marcello Martelli

 Sgominata una pericolosa organizzazione internazionale dedita al traffico di droga con personaggi coinvolti di Teramo, Pescara, Fermo, Ascoli Piceno, Brescia, Perugia. Con una raffica di misure cautelari nei confronti di spacciatori, sia nelle città italiane che all’estero.

La notizia è di qualche giorno fa, ma ormai il problema della droga ha assunto aspetti ricorrenti. Da allarme sociale, nelle piccole come nelle grandi realtà urbane, con consumi che riguardano i giovanissimi dai 15 ai 19 anni. Ciò significa che si registra un abbassamento dell’età del primo approccio, con quattro studenti su dieci che hanno assunto almeno una volta sostanze psicoattive illegali.  Un disastro dilagante, se si considerano l’impreparazione e i ritardi della famiglia, della scuola e delle istituzioni nell’affrontare concordemente l’impennata dello spaccio e dei consumi.

Non solo. Il fenomeno delle tossicodipendenze nel nostro Paese viene favorito e incoraggiato con la richiesta sempre più pressante di legalizzare le droghe cosiddette ”leggere”. Che “leggere” non sono, visto che legalizzarle non fa diminuire i consumi né mette fuori gioco la criminalità.

Il problema è troppo serio e bisogna smetterla con le menzogne, avviando una profonda riflessione per adottare le soluzioni più urgenti ed efficaci. Magari ispirandosi a due grandi metropoli: San Francisco e Singapore.

A San Fracisco, ricca città americana, prigioniera ormai nella morsa della tossicodipendenza, le vittime sono centinaia ogni anno. Solo nello scorso mese di maggio, sono morte di droga 66 persone, più di due al giorno.

A Singapore, dove il fenomeno è marginale, qualche settimana fa e per la prima volta, è stata eseguita la condanna a morte per impiccagione di una donna di 45 anni, accusata di detenzione e spaccio di 30 grammi di eroina. Si tratta della seconda condanna a morte eseguita per reati legati al narcotraffico in tre giorni e la quindicesima dal marzo 2022. Singapore, al contrario di San Francisco, ha una delle leggi contro la droga più dure al mondo e prevede la pena di morte per chiunque venga sorpreso con più di 500 grammi di cannabis o 15 grammi di eroina. In Italia i narcotrafficanti hanno ormai un giro di 15 miliardi di euro e dobbiamo fare di più per fermarli. Ecco la sottolineatura dell’esperto-  “Urge dare una scossa e investire subito su un lavoro di prevenzione che non gravi esclusivamente sulla famiglia, con un intervento di rete fra le amministrazioni locali e le principali agenzie educative del territorio”.

Negli anni ’80 a Singapore, metropoli dalle mille suggestioni, ho fatto una esperienza di viaggio davvero da ricordare. Non solo l’atterraggio nell’aeroporto-salotto; la metropolitana che profumava di pulito e l’ordine che si respirava in ogni angolo della città delle sorprese che, fin da allora, ha saputo capire come affrontare l’emergenza-nemica delle nuove generazioni.

 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com