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KATE A REGGIO : uno spot per il Made in Italy educativo

Editoriale / Pierluigi Palmieri / 250

Ci voleva una principessa per far parlare, da noi, di Reggio Children e del suo approccio

Daniele Novara (su La Repubblica)

 

Kate Middleton ha visitato Reggio Emilia per conoscere da vicino il metodo educativo Reggio Children, noto a livello internazionale per l’attenzione alla creatività e allo sviluppo della prima infanzia. Durante la visita ha incontrato educatori e istituzioni locali, entrando in alcune scuole simbolo del modello reggiano. L’iniziativa conferma l’interesse della principessa per i temi dell’educazione nei primi anni di vita e ha riportato l’attenzione internazionale su un’eccellenza pedagogica italiana.  Su quest’ultimo apprezzamento presente nella gran parte dei commenti della stampa scritta e parlata italiana  si è abbattuto un commento del professor Daniele Novara, uno che notoriamente  di pedagogia se ne intende, che assume la forma di un vero e proprio siluro da affondamento per l’intero apparato del Ministero dell’Istruzione. La frase inserita nell’esergo, la dice lunga sulla considerazione che ha lo studioso piacentino  della gestione del sistema educativo del nostro Paese, Come dire:finalmente è il reggiano educativo e non il formaggio a valorizzare il Made in Italy! Ma il discorso dello studioso nella sua completezza  ha il sapore di “sveglia” per i politici addetti ai lavori e, chissà?,  potrebbe avere un effetto costruttivo. La mission di  Reggio Emilia Approach consiste nel diffondere un’idea forte delle potenzialità dell’infanzia e  promuovere studi e sperimentazioni sull’apprendimento attivo e creativo. Inoltre fa azione di  formazione per gli  operatori del settore e valorizza la documentazione pedagogica come strumento di lettura dei processi di pensiero dei bambini. E’ noto che si deve al  pedagogista Loris Malaguzzi il coinvolgimento del Comune di Reggio Emilia, e della cittadinanza nella costruzione della rete tra le scuole del territorio, che hanno radici nella fine dell’Ottocento. Novara definisce rivoluzionario l’approccio di Reggio Children al tema della creatività infantile con atelier dedicati all’arte e ai linguaggi dei bambini, come pure le attività parallele che spaziano dalla formazione, online e in presenza, all’editoria, dalle mostre alla consulenza e alla ricerca. Dopo un’intervista a Repubblica  il professore ieri  in collegamento con gli studi Rai  ha rinnovato la denuncia al sistema italiano richiamando l’attenzione anche sul metodo Montessori, apprezzato in tutto il mondo e non valorizzato abbastanza nella terra della sua ideatrice. Secondo Novara “In Italia abbiamo una fortissima tradizione e una cultura pedagogica progressista che conosciamo poco e che valorizziamo ancora meno, mentre  ci si sta abbarbicando solo sul passato”. Arriva a sostenere che  riconoscendo la forza creativa dei più piccoli, la loro diversità  come risorsa e l’immaginario dei bambini come prioritario nella nostra società si può cambiare il mondo, come sostenuto da Montessori e Malaguzzi e combattere addirittura  il calo demografico. “Ora, al contrario, siamo schiacciati sulle diagnosi neuropsichiatriche: appena un bambino fa qualcosa di diverso si parla di disturbo”.

A proposito di Maria Montessori, come direttore non mi faccio scrupoli a vantare la sistematica pubblicazione di corposi articoli sul metodo messo a punto dalla grande educatrice a firma del nostro redattore Raniero Regni, che ci ha arricchito anche con i suoi reportage dai più disparati punti del Pianeta,  dove si è recato come relatore in convegni e congressi montessoriani appunto. A vantaggio di chi mi legge inserisco qui i link ai suoi  articoli più recenti dai titoli molto significativi:

 MONTESSORI A BARCELLONA: LO SPAZIO DELL’APPRENDIMENTO. – Centralmente

MONTESSORI IN MESSICO. NOTE A MARGINE DI UN CONVEGNO – Centralmente

Fango e miopia:Chiude la scuola Montessori di Cortina d’Ampezzo! – Centralmente %

DIARIO MEXICANO. Quando educare vuol dire liberare. – Centralmente

Ma ecco che arriva Kate, che forte della sua più che decennale esperienza nella ricerca sul tema della crescita dei bambini, porta alla ribalta l’eccellenza emiliana, regalandoci uno “spot” che  non potrà lasciare indifferenti gli italici addetti ai lavori.

 Parlando della sua  curiosità scientifica, Christian Guy, direttore esecutivo e portavoce del Centre for Early Childhood della Royal Foundation ha confermato che la principessa del Galles dopo essersi concentrata sul Regno Unito, adesso vuole passare a una fase di lavoro globale, per vedere come creare ponti tra diversi approcci educativi. Dopo questo spot si spera che uno dei pilastri del progetto diventi  il metodo educativo Reggio Children. Con  Kate Middleton, principessa del  Galles e futura Regina d’Inghilterra  avremmo cosi un marchio made in Italy a firma “regia”!

Lw foto sono tratte da fotogrammi di UnoMattina in Famiglia della RAI

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