LA BELLEZZA LAICA E LO SGUARDO MATURO NELL’ARTE DI GIUSY CALIA – SASSARI, Gebaude Art gallery

La mostra curata da Giovanni Manunta Pastorello si inaugura il 15 dicembre 2024

Le immagini di Giusy Calia nella mostra “Guardami se non ti guardo” si distinguono per una qualità unica: ricordano sculture cristallizzate in un istante eterno, in cui la dimensione del tempo si dissolve, lasciando spazio a una bellezza essenziale e priva di sovrastrutture. Questa bellezza, spogliata di ogni traccia di erotismo, non è fredda o distante, ma profondamente contemplativa, rivolta a una celebrazione laica del soggetto ritratto.

Calia riesce a sottrarre il corpo e il paesaggio a ogni connotazione sensuale, restituendo una purezza formale che si radica nella tradizione artistica, ma che si evolve in una chiave moderna e secolarizzata. In questo approccio emerge un’arte adulta, consapevole di sé e del proprio ruolo nel rappresentare il mondo. La sua fotografia è un invito a osservare il reale con profondità e rigore, un atto di osservazione che diventa quasi meditazione.

Il curatore della mostra ha paragonato la maturità dello sguardo di Calia a quello di Paul Cézanne, citando la celebre osservazione del pittore su Monet: «Monet non è che un occhio, ma buon Dio, che occhio!». Questo paragone è significativo non solo per il riconoscimento della straordinaria acutezza visiva di Calia, ma anche per la sua capacità di trasformare il quotidiano in qualcosa di sublime. Come Monet esplorava la luce e il colore con una sensibilità rivoluzionaria, così Calia utilizza la fotografia per rivelare una verità che sfugge a uno sguardo superficiale.

L’assenza di erotismo, spesso presente nelle rappresentazioni tradizionali del corpo umano, non è una negazione del bello, ma un modo per raggiungere un livello più puro di estetica. Le sue opere invitano lo spettatore a un dialogo interiore, a una riflessione che supera la mera apparenza per concentrarsi sull’essenza del soggetto. La bellezza di cui si fa portavoce è laica, priva di idealizzazioni spirituali o narrative, ma non per questo meno profonda.

In un mondo sempre più orientato alla velocità e alla spettacolarità, l’arte di Calia rappresenta un momento di pausa e introspezione. Le sue immagini non cercano di sorprendere o di sedurre, ma di creare un’esperienza estetica che ha il sapore della classicità, reinterpretata con i mezzi e le sensibilità contemporanei.

La mostra “Guardami se non ti guardo” offre dunque non solo un viaggio visivo, ma anche un momento di confronto con il tempo, la forma e la natura dell’osservazione. Attraverso l’occhio di Calia, lo spettatore è invitato a guardare il mondo con una profondità rinnovata, a riscoprire una bellezza che non è sfarzo o artificio, ma verità essenziale, intrisa di una serena consapevolezza.