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Montepulciano d’Abruzzo AMORINO 2016

Cucina & Cantina 158

Questa settimana torniamo in Abruzzo per degustare un Montepulciano “da corsa”, nel vero senso della parola. Innanzi tutto perché la proprietà del Podere Castorani è oggi nelle mani dell’ex campione pescarese di “Formula 1” Jarno Trulli, e poi anche perché il vino presenta caratteristiche organolettiche speciali che ne consigliano il consumo con piatti della tradizione di facile e veloce preparazione. La storia inizia alla fine del Settecento, più precisamente nel 1793 quando la bellissima tenuta di caccia fu portata in dote dalla nobile Adelina Ruggeri  De’ Capobianchi all’illustre marito Raffaele Castorani, celebre chirurgo, patriota risorgimentale, esule in Francia, per anni docente alla Sorbona di Parigi e inventore della prima tecnica d’intervento sulla cataratta. Insomma l’ennesimo vanto abruzzese dimenticato tra i paragrafi minori della storia ufficiale. Successivamente, la proprietà del Podere passò ad un altro illustre professore, Antonio Casulli. Il Prof. Casulli fu docente di Diritto Internazionale all’ Università di Napoli ed in seguito presso quella di Tokio, dove conquistò la personale stima dell’ Imperatore Hiroito. Fu questo il periodo più fortunato per l’azienda agricola nata intorno alla villa, con un’ espansione di oltre duecento ettari del terreno coltivato. Dopo la scomparsa di Casulli, negli anni ’60, la proprietà venne divisa e iniziò il declino: la villa finì in abbandono e sembrava fossero andate perse le antiche tradizioni viti-vinicole di un tempo.

Questo fino agli anni 1999-2006, quando le trame dell’antica storia si sono riannodate grazie alla tenace volontà di Jarno Trulli che ha dato il via alla realizzazione della nuova cantina completamente sotterranea, a vinificazioni in vasche di cemento, affinamenti in botti di rovere da 500 litri e gabbioni metallici per l’affinamento dei vini in bottiglia. Oggi l’azienda ha raggiunto la dimensione di cento ettari, di cui un’ottantina vitati. Da un lato conserva gelosamente il patrimonio di vigneti storici e dall’altro inserisce gradualmente nuovi impianti, piantando però “barbatelle” le cui gemme sono state raccolte dai vigneti migliori. La varietà più coltivata è sicuramente il Montepulciano, che è enologicamente declinato in varie interpretazioni: dall’affinamento nel solo cemento, all’affinamento in botti di rovere, all’appassimento in fruttaia  per ottenere un vino unico capace di affrontare lunghi anni in cantina. L’Amorino oggi in degustazione pur essendo il secondo vino è uno dei più premiati della cantina tanto da ottenere tutti gli anni l’ambito riconoscimento dei “Tre bicchieri” del Gambero Rosso.

Provenienza :  Alanno – Abruzzo

Annata : 2016

Gradazione alcolica: 13,5% vol.*

Varietà delle uve: Montepulciano d’Abruzzo 100%

Tipologia:  I vigneti sono coltivati a spalliera e sono ubicati  nel comune di Alanno, in Provincia di Pescara, dove, incastonati tra il parco Nazionale della Majella e la vicina costa adriatica, godono di un’ottima esposizione al sole e ai venti notturni,con escursioni termiche tra il giorno e la notte che donano alle uve caratteristiche uniche e preziose.

Vinificazione : La vendemmia avviene in genere verso la prima decade di novembre. La vinificazione è eseguita con fermentazione a cappello galleggiante con frequenti rimontaggi e “délestages”. Il vino viene poi affinato per 12 mesi in fusti di legno “sur lies” e poi 6 mesi in bottiglia.

 Temperatura di servizio: 19-20 °C 

Conservazione : fino al  2028-2030

Gradazione alcolica: 13,5% vol

Caratteristiche organolettiche: Colore rosso rubino impenetrabile. All’olfatto è concentrato, speziato, dai piccoli frutti di bosco alla liquirizia, con note leggere di pepe, vaniglia e cioccolato. Al palato é molto strutturato, pieno ed avvolgente, con tannini armonici ed eleganti. Sul finale il retrogusto si presenta lungo, intenso e persistente con note di frutta matura, confettura, balsamiche e speziate.

Abbinamenti gastronomici: si abbina bene con una pasta e fagioli o con  degli gnocchi al ragù. Bene anche con delle costolette di agnello sui carboni o anche con del caciocavallo cotto alla piastra. Per chi vuole osare invece il mio consiglio è di provarlo con dei rigatoni al sugo del giorno prima ripassati in padella

(m. Travaglini)

 

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