Valore & Valori / Mario Travaglini / 221
Negli ultimi giorni il dibattito finanziario si è acceso intorno alla presunta “bolla” dell’Intelligenza Artificiale. C’è chi prevede lo scoppio imminente, chi parla di eccessi speculativi, chi di una sovra valutazione delle aziende più esposte. Tuttavia, al di là delle previsioni da “mago Otelma”, una cosa è certa: nel cuore dell’industria tecnologica si sta preparando una rivoluzione silenziosa ma potenzialmente dirompente. In California, nel cuore della Silicon Valley, una startup, Cerebras Systems, ha costruito un chip che potrebbe cambiare l’intero paradigma dell’IA e dei semiconduttori. Si chiama Wafer Scale Engine è grande quanto un foglio A4 e contiene 4.000 miliardi di transistor e 900.000 core. Un colosso monolitico di silicio, capace di concentrare ciò che oggi richiede migliaia di GPU in un solo pezzo di hardware.
Il risultato è impressionante: meno consumo energetico, latenza ridotta e una velocità d’elaborazione fino a 2,5 volte superiore rispetto ai sistemi Nvidia. Il mercato l’ha intuito, tanto che nelle ultime settimane si sono viste prese di profitto sui titoli networking e un crescente interesse verso produttori di chip integrati. Le aziende che non festeggiano sono principalmente quelle legate ai sistemi tradizionali di IA basati su una fitta rete di connessioni gestite da chip. Il WSE-3 taglia gran parte di questa infrastruttura. Meno cavi, meno connessioni, meno domanda per i componenti “di contorno”. È come passare da un’autostrada affollata a un treno ad alta velocità: chi produce carburante e pneumatici non serve più.
Il mercato l’ha intuito: negli ultimi mesi si sono viste prese di profitto sui titoli networking e un crescente interesse verso produttori di chip integrati e ad alta densità. Come ogni rivoluzione, anche questa ha le sue vittime potenziali.
Broadcom e Marvell, che producono i chip e le connessioni per i data center basati su GPU, si trovano improvvisamente in una posizione delicata. Il modello di Cerebras riduce la necessità di connettori e reti complesse: meno componenti esterni, meno domanda per i fornitori tradizionali. È un po’ come se un’auto elettrica eliminasse del tutto il bisogno di stazioni di servizio. Chi vende “benzina digitale” dovrà reinventarsi per non restare ai margini del mercato.
Non è un caso che, nelle ultime settimane, analisti e fondi specializzati abbiano iniziato a rivedere le prospettive di margine per queste aziende, mentre cresce l’attenzione verso produttori di chip “monolitici” e startup orientate all’efficienza energetica. Per gli investitori quindi la partita è doppia. Da un lato, Nvidia continuerà a dominare l’addestramento dei modelli di IA su larga scala. Dall’altro, il nuovo fronte dell’inferenza efficiente apre spazi enormi per Cerebras, Graphcore, Groq, Tenstorrent e altri attori emergenti che stanno ridefinendo il rapporto tra potenza, costo e consumo energetico. Le grandi piattaforme cloud potrebbero diventare clienti chiave di questi nuovi player, spostando progressivamente l’equilibrio industriale. L’innovazione torna così al suo principio originario: semplificare per andare più lontano. E se qualcuno teme una “bolla dell’IA”, forse dovrebbe chiedersi se non stiamo invece assistendo alla nascita di un nuovo ciclo industriale, quello che unirà intelligenza artificiale e ingegneria dei materiali, algoritmi e architetture fisiche, software e silicio. Un’alleanza che, come sempre nella storia della tecnologia, finirà per cambiare tutto. Anche gli investitori, ai quali potrebbe far comodo seguire i valori che riassumo nella tabella sottostante.
CHI GUARDARE NEL 2025-2026
Società |
ISIN |
Settore / Focus |
Perché guardarla |
Rischi principali |
Nvidia Corp. |
US67066G1040 |
GPU e piattaforme IA |
Resta leader mondiale nell’addestramento dei modelli IA (training). Ecosistema software CUDA dominante. |
Valutazioni elevate; forte concentrazione del fatturato su pochi clienti cloud. |
Cerebras Systems (non ancora quotata) |
– |
Chip monolitici per IA (Wafer Scale Engine) |
Architettura rivoluzionaria: un singolo chip sostituisce migliaia di GPU. Partner con Saudi Aramco e G42. IPO attesa tra fine 2025 e 2026. |
Startup capital-intensive; dipendenza da contratti di supercalcolo. |
Broadcom Inc. |
US11135F1012 |
Chip di rete e infrastrutture data center |
Diversificata, con business stabile su cloud, telco e semiconduttori per connessioni. |
Esposta alla riduzione di domanda per interconnessioni GPU; margini sotto pressione. |
Marvell Technology Inc. |
US5738741041 |
Networking e storage per data center |
Forte posizionamento su soluzioni Ethernet e ottiche ad alta velocità. |
Rischia di essere disintermediata dai nuovi chip integrati. Elevata concorrenza cinese. |
Graphcore Ltd. (privata, UK) |
– |
Chip “Intelligence Processing Unit” |
Specializzata in inferenza a basso consumo; possibili acquisizioni da parte di big tech. |
Difficoltà di scala e accesso al capitale; incognita su sostenibilità del modello. |
Tenstorrent Inc. (privata, Canada) |
– |
Architetture “open” per IA e RISC-V |
Supportata da Samsung e LG; punta su chip flessibili e modulari per edge computing. |
Competizione diretta con Nvidia e AMD; mercato ancora frammentato. |
Vertiv Holdings Co. |
US92537N1081 |
Infrastrutture energetiche e raffreddamento data center |
Beneficia dell’aumento della densità termica dei chip; margini in crescita. |
Sensibile ai cicli d’investimento dei data center; settore capital intensive. |






