Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/220
Far esplodere le emozioniplp |
Se c’è una cosa che nel tempo non smette mai di crescere è la cultura degli uomini con la vocazione della conoscenza. Ciò vale vieppiù per chi ha avuto l’occasione di avere un maestro che sprizzava cultura da tutti i pori e, selezionati con rigore i propri “discepoli” li apriva ad orizzonti di eccellenza.
In questa settimana la prova dell’assunto iniziale di questo mio articolo l’ha fornita l’originale evento organizzato dalla Lumsa di Roma per rendere omaggio, appunto, a tre eccellenze del suo corpo accademico, che hanno raggiunto il limite di età consentito per il ruolo di “ordinario”: Consuelo Corradi, Patrizia Bertini e Raniero Regni,

Ma siccome quest’ultimo ha fatto della parola “limite” una bandiera filosofica e pedagogica, tanto da farne il titolo della sua rubrica che cura su CentralMENTE da oltre 220 settimane, credo che in questa circostanza essa assuma un significato prevalentemente burocratico, roba da INPS per capirci. A guardar bene però, questo raggiungimento del limite fissato dalla legge segna il momento temporale in cui l’istituzione alle cui “dipendenze” hai svolto il tuo “lavoro” ti riconosce il diritto ad una “gratifica” che ha anche un valore economico, ma, soprattutto. ti libera dai vincoli fissati dal “contratto”. Penso che per i docenti universitari la quiescenza valga solo in questo senso, perché non si può “spegnere la mente” in base al calendario. Va letto in questa direzione l’omaggio dalla LUMSA, con il sigillo del Rettore Francesco Bonini. alle figure accademiche di Corradi, Bertini e Regni, Agli occhi di chi scrive, l’inedita iniziativa della prestigiosa Università di Roma, con l’ottimo coordinamento della professoressa Caterina Fiorilli, Direttrice di Dipartimento di Scienze Umane, appare come un passaggio dall’ordinarietà alla libertà: come un informale rilancio del soppresso istituto della “Libera docenza”. Del resto l’accezione Libero sul piano lessicale vale molto più di “Ordinario”. Tutto questo ovviamente se ci si limita a considerare l’attività degli “omaggiati” al solo ambito dell’insegnamento universitario. Ma la pubblicistica, la convegnistica e l’impegno nel sociale dove li mettiamo? In questa sede debbo affermare che Raniero Regni ha ancora da offrirci innumerevoli preziose gemme della sua riflessione filosofica e pedagogica e grossi contributi al rispetto della natura. E’ nel pieno della sua acme. Lo dimostra il suo intervento all’Aula Magna della Lumsa, dove con la vivacità intellettuale di sempre ha coniugato i cardini valoriali a cui si ispira, facendo emergere l’alta considerazione in cui tiene la sua splendida famiglia ( che figlie e che nipoti!!), lo studio dei grandi pensatori e la riconoscenza verso personaggi come la professoressa Di Agresti, suo nume tutelare, e il suo maestro Fabrizio Ravaglioli. Sapete cosa ha fatto Raniero Regni dopo aver ricevuto l’omaggio alla carriera accademica? E’ partito per Lecce nelle Puglie, dove è stato presentato il suo “Pedagogia del limite” ( eh sì, “limite”!), fresco di stampa, che peraltro segue l’altro libro che aveva intitolato semplicemente “Il Limite”.
Nella città d’arte ” Signora del Barocco” ha parlato del nostro tempo, l’Antropocene, e della crisi del riscaldamento globale, spendendo la sua competenza in materia montessoriana per sottolineare il ruolo della Natura nel pensiero della grande educatrice, della quale ha portato il messaggio in giro per il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, dal Messico alla Spagna dai Paesi Bassi alla Polonia e in tutta Europa fino a Bratislava. Per l’occasione non ha perso l’occasione per una critica radicale all’ambiente scolastico.
Nel prossimo numero, daremo conto nel dettaglio degli esiti della due giorni di Lecce di cui qui riportiamo la locandina.
La “ripartenza” continua sabato 25, alla Fondazione Feltrinelli a Milano dove parteciperà alla “Giornata di studio” in ricordo di di Grazia Honegger Fresco allieva di Maria Montessori. ( programma nell’immagine qui sotto)
Allora mi piace concludere con le stesse parole che ho pronunciato per la mia testimonianza su Raniero durante la cerimonia dell’Aura Magna della Lumsa.
Eravamo a Sulmona per il Convegno Internazionale di Pedagogia “Luigi Volpicelli”, che quell’anno aveva come relatori ufficiali Fabrizio Ravaglioli, Florencio Castro dell’Università di Badajoz (Spagna) e Ranieri Regni. Quando arrivò il suo turno il Maestro Ravaglioli affermò testualmente: “Non è necessario che io faccia il mio intervento. Ho ascoltato quello del professor Regni e debbo dire che da oggi in poi quello che lui dirà sarà come se lo dicessi io”. Un vero e proprio passaggio ufficiale di testimone al suo erede da uno dei più grandi pedagogisti e filosofi vissuto a cavallo dei due millenni, al cui pensiero, molti “soloni” del mondo accademico di oggi farebbero bene ad avvicinarsi per poter.. “crescere”, Per il tramite di Regni (appunto!) .Questi nei suoi ringraziamenti replicati nell’articolo di oggi della sua rubrica ( PENSARE E’ RINGRAZIARE – Centralmente ) gli ha ribadito la sua gratitudine .

Orgoglioso della nostra pluridecennale amicizia, avvalorata dalla foto che ci vede insieme al termine della cerimonia, confermo l’esortazione a Raniero Regni ad andare questa volta oltre quel “limite” burocratico continuando a farci sentire il “peso” del suo pensiero ( che , per l’appunto, come detto, è anche quello di Fabrizio Ravaglioli). Grazie a nome dei lettori e dei colleghi della redazione per essere anche uno dei nostri, uno di quelli che credono nel progetto editoriale di CentralMENTE, che naviga nel mare magnum della comunicazione tenendo la barra dritta dell’indipendenza e della libertà di pensiero.








