Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/213
| Con “La Via delle Cantine” si aprono non solo le porte delle nostre vecchie cantine, ma soprattutto si spalancano i nostri cuori che battono forte per l’emozione di ritrovarci, sempre più numerosi, per esaltare storia, cultura e sano divertimento
Fernando Marzolini – Sindaco di Rocca di Botte |
Quando gli amici ti chiamano a coordinare i lavori di un convegno, la tua prima preoccupazione è quella di riuscire a distribuire equamente il tempo a disposizione tra i relatori, soprattutto quando tra questi ci sono personaggi che non hai avuto occasione di incontrare in precedenza. A Rocca di Botte in occasione dell’evento “Bollicine d’Abruzzo” dal coinvolgente sottotitolo Identità e orgoglio nel calice, la preoccupazione di chi scrive è finita nel dimenticatoio un secondo dopo aver consultato, nel pre-convegno, i tre relatori. Infatti Franco Santini, Marco Signori e Francesco D’Agostino, hanno concordato in un battibaleno che sarebbe stato quest’ultimo a tenere la relazione di base, su cui gli altri due avrebbero impostato i loro interventi. Rara signorilità e niente da “moderare” ha realizzato il designato a farlo. Questa premessa serve a sottolineare che il convegno organizzato da Assomarso nell’ambito della tradizionale “La via delle Cantine” fiore all’occhiello del Comune di Rocca di Botte, è partito sotto i migliori auspici per concludersi con l’apprezzamento di tutti gli appassionati che hanno gremito la Sala Consiliare del ridente Borgo che si affaccia sulla Piana del Cavaliere.
Su CentralMENTE.com abbiamo pubblicato, in sede di presentazione, ampi stralci dei messaggi, ripresi dal manifesto ufficiale, di saluto di Sindaco Fernando Marzolini e del Presidente di Assomarso Piero Cipriani ( link a La Via delle Cantine con le mille “Bollicine d’Abruzzo” – Centralmente). Qui aggiungo però che nei loro interventi “live” i due hanno mostrato il loro emozionante senso di appartenenza al luogo e alla comunità d’Abruzzo. Il Sindaco Marzolini peraltro, ha unito ai saluti istituzionali profonde riflessioni sulla storia del suo paese, richiami, non senza particolare emozione, oltre che a Plinio il Vecchio e Pietro Eremita, al forte significato simbolico del vino come “sangue di Cristo”.
Francesco D’Agostino, direttore di Cucina&Vini, ha ricordato simpaticamente che se il vino è “nato” circa 8.000 anni fa, le “bollicine” sono più giovani, ma probabilmente, solo di qualche mese, perché conseguenza della scoperta della rifermentazione dello stesso. Con eloquio scorrevole e coinvolgente ha poi confermato la paternità dei francesi dei vari metodo di lavorazione e che la denominazione “Champagne” era stata adottata impropriamente anche dai primi produttori italiani.
Oggi il prestigio a livello mondiale del Valdobbiadene, pur irraggiungibile mostro sacro del settore, deve fungere da sprone per le cantine abruzzesi, al fine di alzare l’asticella della qualità. D’Agostino ci ha ricordato che le potenzialità del nostro territorio sono state avallate dal prof. Attilio Scienza, ordinario all’università di Milano, un autorità del campo, che, da lui intervistato qualche tempo fa, definì le terre ad altitudini medie e in alta collina dell’Appenino abruzzese ” luogo perfetto” per sviluppare un’attività spumantistica importante.
Franco Santini, nel suo intervento ha sottolineato che nel settore spumantistico, ci sono ancora molte lacune da colmare, in quanto molti produttori fanno un uso strumentale della rifermentazione a scapito della qualità. Ci sono picchi di eccellenza ai quali va dato il giusto riconoscimento ma c’è ancora molto da lavorare,
Sulla stessa linea Marco Signori, direttore di VirtùQuotidiane che sviluppando il tema “Abruzzo in Bolla- La testimonianza” ha voluto rivendicare il ruolo di controllo svolto dalla sua manifestazione dedicata agli spumanti italiani con banchi d’assaggio, talk, masterclass, area food e miscelazione. che intende valorizzare le cantine che producono in loco autentiche bollicine d’Abruzzo.
Tra queste sono ricomprese le Cantine di Fausto Zazzara e di Mimmo Pasetti, produttori abruzzesi che hanno animato la tavola rotonda con interventi, a tratti polemici ma comunque stimolanti con i quali hanno sottolineato quanta attenzione e quanto sacrificio c’è dietro il loro lavoro.
La qualità dei rispettivi prodotti l’abbiamo potuta “certificare” durante il brindisi conclusivo che ha avuto come protagonisti un “Brut Rosé Metodo Classico 24 mesi” di Zazzara e un “Vittoria Rosé 2022” di Pasetti.




Lì le bottiglie di decine di cantine, magistralmente disposte sui banchetti dei Sommeliers di ASSOMARSO con in testa Giuseppe Caudai ,Marco d’Alessandro e Piero Cipriani hanno assunto un aspetto vellutato e allo stesso tempo vivace. Nei calici poi la purezza dell’aria ha affinato vista, olfatto e gusto. Al culmine della salita abbiamo scoperto la suggestiva Piazza Sciarra della Famiglia Macellari Maurizio, che abbiamo visto ballare in splendidi costumi d’epoca sulle musiche lanciate da Dj Quinto. Intanto la simpatica Brigata della Pro Loco di Cappelle dei Marsi, capitanata dal sommelier della prima ora dottor Gianfranco Angeloni, sfornava in continuazione “Trofie con speck e zafferano” e lo squisito Sommelier di ultima generazione Mario Lori dalla mastodontico vecchia cisterna dell’acqua faceva “zampillare” il Montepulciano Jasci Marchesani Janù (15,5%). Mentre all’ingresso spicca una riflessione leonardesca scelta dai Macellari, non proprio casualmente, in onore del VINO. Quale migliore “fine corsa”?.




