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ALIMENTAZIONE E BENESSERE:La salute nasce in cucina

Benessere /G. Mazzocco/212 (*)

   Alimentarsi correttamente significa mangiar bene per mantenersi in salute e nutrirsi convenientemente non è solo assumere cibo, ma anche vivere assieme, come testimoniato nell’arte, nella religione, nella storia e nella cultura stessa dell’uomo: dal primitivo all’evoluto.

La salute nasce in cucina

   Gli incontri sul benessere prevedono dei corsi dal titolo “la salute nasce in cucina”, con due indicazioni tematiche importanti: “dalla natura, il gusto dello star bene” e “mangiar bene, per vivere meglio”, per rimarcare l’indirizzo che la prevenzione si deve mettere in pratica da quando ci si siede a tavola.

   I corsi presentano le regole di base della buona alimentazione ricordando come il cibo non è solo alimento, ma è anche cultura, convivialità e maniera di cucinare.

   L’eleganza dello stare a tavola è regola antica; è occasione di socializzazione (soprattutto per i più piccoli) che darà delle sane abitudini, da tramandare; è maniera di rispettare la funzionalità di un complesso apparato che ci permette di vivere; è lo sviluppo della “fantasia culinaria” nel rispetto delle importanti regole che disciplinano l’alimentazione.

   L’itinerario dei corsi “la salute nasce in cucina” tocca argomenti collegati: l’indice glicemico, come chiave di volta per scegliere bene; l’indice di massa corporea, per “sapersi” conoscere e controllarsi; l’obesità adulta ed infantile; l’importanza della masticazione (prima digestio fit in ore: la prima digestione avviene in bocca); il significato ed alcuni cenni di fisiologia della digestione; i nutrienti essenziali e come reperirli quotidianamente; l’inquinamento dei cibi ed altri argomenti.

   Un capitolo a parte è dedicato agli organi emuntori, al concetto di intossicazione ed ai percorsi disintossicanti; alle indicazioni delle combinazioni alimentari da evitare e da adottare; agli alimenti da prendere con giudizio; alle “regole” dell’alimentazione mediterranea e ad alcune preziose indicazioni per cucinare bene.

   Si riportano, inoltre, i concetti di base del benessere (movimento, alimentazione e sensorialità) e si descrivono le raccomandazioni di educazione alimentare, con le “cose” da sapere sugli alimenti, le preziose note di antica saggezza culinaria e alcune ricette “salutari” per gustare di più i cibi e digerire bene, per vivere meglio.

   Fra le piante che, principalmente, troviamo in cucina e che rappresentano una fonte sicura di antiossidanti con principi antibatterici, antisettici ed antinfiammatori vi è la salvia: la “lingua profumata”.

La salvia

   La salvia è una pianta odorosa, della stessa famiglia della menta, con fusto a molti rami e di aspetto cespuglioso; raggiunge il metro d’altezza, è originaria dell’Europa e vive nelle zone a clima mite.

   Conosciuta già 2.500 anni fa come pianta curativa (il nome pare derivi dal latino salvus: in buona salute), nell’antica Roma veniva raccolta solo da scelte persone e con una ritualità molto severa; nel Medio Evo era usata come cicatrizzante e, commercialmente, una cesta di foglie di salvia valeva tre cesti di foglie da tè.

   Carlo Linneo, medico botanico svedese del XVIII secolo, la catalogò come Salvia Officinalis o Salvia Comune.

   Oggi ha usi erboristici, cosmetici, ornamentali e alimentari: in cucina è aromatizzante delle carni e dei pesci; si sposa con il burro (tortelloni burro e salvia); conserva i formaggi e se ne friggono le foglie.

   L’erboristeria classica, che ricava dalle foglie il principio attivo, riconosce alla Salvia Officinalis proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti, con un potere contro la ritenzione idrica, gli edemi ed i reumatismi; è indicata nella cura delle gengiviti, degli ascessi (usata nei dentifrici) e della pelle grassa (componente importante per gli sciampi). A livello erboristico, la salvia è ritenuta valida anche per combattere gli stati di esaurimento psico-fisico; per controllare il diabete (abbassa il livello della glicemia) ed è, come tisana, un buon digestivo.

   Le foglie, di forma ovale e con bordi dentellati, secondo la teoria delle segnature (la pianta cura la parte del corpo a cui rassomiglia), sono delle “lingue” che al contatto hanno la faccia superiore vellutata, feltrosa, quasi morbida al tocco, mentre quella inferiore è resa ruvida da una nervatura fitta ed a rilievo (come una lingua, appunto).

(*) Scritti per “Il benessere che viene dalla natura”

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