Valore & Valori / Mario Travaglini / 189
Lo scorso anno, alcuni titoli azionari hanno evidenziato performance stellari perché trainati dall’intelligenza artificiale. Aziende come NVIDIA, Amazon, IBM, Broadcom e molte altre sono state le più scambiate, ed a ragione, non solo nella borsa di Wall Street ma anche in quelle europee, Milano compresa. Con il progredire degli sforzi per sviluppare applicazioni di intelligenza artificiale generativa, i loro casi d’uso nei settori della finanza, della difesa, dell’assistenza sanitaria, della logistica, della vendita al dettaglio continueranno a evolversi. Tuttavia, come già ho avuto modo di spiegare ai lettori, l’intelligenza artificiale può arrivare solo fino a un certo punto, esattamente come l’energia che la muove perché i chip dei computer e i dati di qualità sono essenziali per per il suo funzionamento, essendo l’energia la fonte che alimenta i data center, gli algoritmi e i super computer. Ecco perché lo scorso anno, quattro dei primi dieci titoli azionari dell’indice S&P 500 erano titoli del settore energetico e dei servizi di pubblica utilità. Per corroborare il discorso mi limito a riportare le perfomances 2024 di alcuni titoli significativi del settore:
Pelantir Technologies 340,5 %
Vistra 261,3 %
Axon Enterprice 130,1 %
Texas Pacific Land 115,3 %
Broadcom 110,4 %
Targa Resource 110,1 %
Constellation Energy 92,7 %
Nel campo dell’intelligenza artificiale, abbiamo visto che le fasi di crescita si sono estese dalla raccolta e dalla preparazione e modellazione dei dati a una fase più evoluta che comprende l’ottimizzazione, la convalida dei dati e lo sviluppo della pipeline. In questo processo evolutivo la elaborazione ha richiesto ingenti consumi energetici e, secondo quasi tutte le proiezioni, questo è solo l’inizio perché le necessità aumenteranno in modo esponenziale quando l’uso dell’IA diventerà generalizzato. Poiché, quindi, l’energia diventerà la pietra angolare del nostro futuro tecnologico comprenderne le tendenze sarà di vitale importanza per aziende, governi e investitori. Per capire la vastità del problema basta leggere le stime dell’Agenzia Internazionale per l’Energia secondo la quale la domanda globale di elettricità dai data center, in particolare quelli alimentati in parte dall’intelligenza artificiale, potrebbe raddoppiare tra il 2022 e il 2026, mentre secondo gli scienziati del MIT i data center dovrebbero rappresentare fino al 21% di domanda globale di energia entro il 2030. Tutto questo è perfettamente normale perché la tendenza alla crescita è a livello globale, essendo quasi ogni regione del mondo destinata a sperimentare una domanda di elettricità esponenziale. Con il passare del tempo e man mano che tali tendenze si consolideranno, mi aspetto che tre aree chiave saranno influenzate dagli investimenti di aziende, consumatori e governi. Provo sinteticamente ad inquadrarle.
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L’intelligenza artificiale sblocca le fusioni nel settore energetico.
La prima fusione è già avvenuta. Ad inizio anno infatti i due maggiori produttori di energia elettrica degli Stati Uniti sono diventati una sola azienda, Constellation Energy, il più grande produttore di energia nucleare degli Stati Uniti, ha acquistato Calpine, uno dei maggiori produttori di elettricità da gas naturale e fonti geotermiche, per 16,4 miliardi di dollari. Anche aziende come Talen, NRG Energy e Vistra hanno visto aumentare le loro azioni, poiché le proiezioni indicano una crescente domanda di energia. Questi tre attori chiave del mercato statunitense offrono indicatori positivi di valutazione, crescita e slancio, e tutti hanno interesse nell’aumento della domanda di energia AI, sia ora che in futuro. E’ lecito aspettarsi quindi che questo modello di fusione continui ad essere applicato sia in relazione all’aumento del fabbisogno energetico e man mano che le aziende, diversificando la loro offerta energetica, creano nuove possibilità di crescita del settore.
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L’intelligenza artificiale stimola una maggiore domanda di tecnologie per l’accumulo di energia e per le batterie.
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Le soluzioni energetiche che garantiscono sicurezza, resilienza e affidabilità saranno sia quelle che avranno successo nella corsa alla supremazia dell’intelligenza artificiale e sia quelle che porteranno alla indipendenza energetica. La tecnologia delle batterie offre una soluzione alla maggior parte di queste sfide e le innovazioni nell’accumulo di energia continuano a crescere in modo esponenziale. I costi complessivi associati alle batterie agli ioni di litio stanno diminuendo, mentre le loro prestazioni complessive stanno migliorando, garantendo un mix di successi nel campo dell’accumulo di energia. Mentre la rete continua a modernizzarsi per soddisfare le crescenti esigenze dell’intelligenza artificiale, l’accumulo di energia svolgerà un ruolo cruciale. Infatti, l’accumulo di energia e le tecnologie innovative per le batterie consentono all’energia di far parte di un mercato elettrico all’ingrosso, promuovendo al contempo la sicurezza nazionale. Aziende come Albemarle, LG Energy e persino Solid Power sono da tenere d’occhio per quanto riguarda le tendenze generali del mercato, poiché continuano a concentrare la propria attività sui progressi significativi in tale comparto.
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L’intelligenza artificiale fa progredire l’energia nucleare.
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Microsoft, Google, Amazon e Meta, l’ho già detto diverse volte, hanno iniziato a investire, sviluppare e lavorare sull’energia nucleare per supportare i loro data center ad alta intensità energetica e basati sull’intelligenza artificiale. Secondo le previsioni dell’AIE, la produzione di energia nucleare supererà il precedente record stabilito nel 2021. Anche il famoso (o famigerato) Three Mile Island è destinato a tornare in servizio per la prima metà di quest’anno, grazie a una partnership con Microsoft. Con il passare dell’anno, il mondo che ruota intorno alla tecnologia si aspetta che il dibattito sui piccoli reattori modulari (SMR) si intensifichi, spiegando ai più riottosi che si tratta di impianti con reattori nucleari che possono essere realizzati lontano dal luogo in cui è richiesta l’energia e assemblati in loco quando sono pronti. Sebbene gli SMR siano in fase di innovazione da diversi anni, la loro implementazione è stata scarsa a causa dei costi e delle complessità normative. La situazione sembra essere cambiata, perché le grandi aziende tecnologiche hanno iniziato a spingere in questa direzione. Sebbene la promessa di una domanda di intelligenza artificiale sia reale e la proposta di SMR sia brillante, la transizione potrebbe richiedere tempo e pazienza. La simbiosi tra intelligenza artificiale ed energia, su cui si stanno impegnando le più grandi aziende del mondo, i governi e gli ambiziosi CEO, continuerà a crescere.






