Il Limite / RANIERO REGNI / 189
| Nulla vale la vita di un bambino
Papa Francesco, Discorso del 3 febbraio 2025 |
Lo scorso 3 febbraio si è svolto a Roma il Summit internazionale sui diritti dell’infanzia, organizzato dal Pontificio comitato per la giornata mondiale dei bambini che si svolgerà il prossimo anno. Si è trattato di un evento a cui hanno partecipato grandi personalità della politica e della cultura, dalla Senatrice Segre a Mario Draghi, dal premio Nobel A. Gore a studiosi di fama mondiale come il filosofo M. Benasayag. Papa Francesco si è dimostrato, ancora una volta, come una delle personalità decisive, in senso positivo, del nostro tempo, mettendo all’ordine del giorno la situazione dell’infanzia nel mondo di oggi. Un tema decisivo per la sopravvivenza dell’intera umanità. Dalle società più ricche a quelle più povere, dagli scenari di guerra a quelli del cambiamento climatico, bambine e bambini sono sotto attacco, la loro infanzia è minacciata. Nel suo discorso di apertura è echeggiato il grido-domanda, “quanto vale la vita di un bambino?”. La risposta è quella che abbiamo messo in esergo, “nulla vale la vita di un bambino”. Una frase in cui risuona il monito di Dostoevskij, “nessuno impero del mondo vale le lacrime di un bambino”.
Non si tratta solo di uno spreco di umanità. I bambini non sono delle risorse, non sono capitale umano, sono esseri unici e straordinari, portatori ognuno di misteriose possibilità di salvezza per il genere umano. Eppure la società degli adulti sembra non avere affatto compreso questo. Per i realisti, la frase del Papa, viene quotidianamente capovolta, la vita di un bambino non vale nulla. Può essere sacrificata agli interessi economici e geopolitici.
I diritti dei bambini su cui si è concentrato il Summit, dall’accesso delle risorse a quello dell’educazione, dal diritto ad avere una famiglia al diritto alla nutrizione e all’assistenza sanitaria, dalla possibilità di sottrarsi ai conflitti armati al diritto di non essere sfruttati. I diritti dei bambini sono i doveri degli adulti. Essi sono il meglio dell’umanità e la speranza del futuro.
Nel Summit si è parlato anche del bisogno di proteggere l’infanzia dalla devastazione ecologica in atto che fa sì che ventimila minori ogni giorno migrino per sottrarsi alle conseguenze tragiche del riscaldamento globale.
Certo, molti degli interventi del Panel si sono concentrati sulle più tragiche minacce alla sopravvivenza infantile nel mondo più povero, ma anche sull’egoismo e le incomprensioni nei confronti dell’infanzia nel mondo più ricco. Non è solo la guerra e la devastazione dell’ambiente naturale che minacciano l’infanzia ma anche la crisi morale globale. Accumuliamo armi per difendere la libertà, prepariamo la guerra per realizzare la pace. Sprechiamo risorse e intelligenze per la distruzione di massa quando avremmo bisogno di finalizzare ogni energia a favore della vita. È evidente che queste contraddizioni, prima o poi, sono condannate a scoppiare. Per cui appare di grande attualità l’affermazione di Montessori che l’educazione è l’arma della pace, perché “la politica può al massimo scongiurare la guerra, solo l’educazione può costruire la pace”.
Il Papa rilancia l’importanza dell’infanzia, un’infanzia il cui valore deve ancora essere scoperto. Essa è la prima radice dell’umanità e, se si vuole cambiare la società, bisogna agire sulla qualità della condizione infantile.
(Foto in evidenza da UNICEF site)






