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IL GINOCCHIO NEL RUGBY (PARTE PRIMA)

Benessere / 164

di Giuseppe Mazzocco  

   Il lavoro, molto preciso, porta a corredo informativo e tecno-culturale un completo e dettagliato atlante iconografico, che illustra tutte le fasi di un recupero di un ginocchio, con una lesione del legamento crociato anteriore, per un atleta di livello nazionale di rugby.

   La parte descrittiva si sviluppa secondo una traccia che l’Autore spiega all’inizio: osservazione (identificazione dei principali aspetti del caso in esame, per ridurne la genericità), problema (definizione precisa con individuazione delle zone traumatizzate dei deficit e dei danni chinesiologici), obiettivo (identificazione dei risultati che si vuole raggiungere) e ipotesi (soluzione prospettata e ideata in maniera teorica e ragionevole).

   Si razionalizzano le situazioni di partenza, i mezzi che si hanno e gli interventi che si presumono possano essere attivati.

   Si ipotizzano le tappe del recupero ed il tempo del ritorno alla normale attività: esperimento (raccolta dati su esperienze e lavori già fatti), lavoro specifico (terapia chirurgica, fisioterapia e chinesiologia), verifica (esami finali ed accertamento di un recuperato equilibrio funzionale) e conclusione (il “tirar le somme” alla fine di un processo tecnico, che ha visto affrontare e risolvere gli eventi negativi di un trauma articolare).

   La rottura del legamento crociato anteriore nel rugby è una patologia che può essere provocata da cause endogene (scarsa preparazione fisica e tecnica) o esogene (contrasti e tipo di terreno).

   Il trauma è altamente invalidante e prevede una risoluzione chirurgica ed il conseguente recupero fisioterapico e chinesiologico.

   L’Autore apre la parte introduttiva del lavoro con alcune note storiche del rugby e della tipologia dei giocatori.

   Offre un preciso “passaggio” descrittivo al trauma sportivo: ne fissa uno schema di massima e ne ricorda l’intensità, la durata (traumi di tipo acuto o cronico) e l’origine (di tipo endogeno o esogeno) ed il meccanismo di tipo diretto o indiretto).

   Descrive, per sommi capi, anche la traumatologia nel rugby, inquadrando l’arto superiore, il rachide e l’arto inferiore. Di questo, focalizza l’attenzione sul ginocchio.

   Entra, così, nel vivo del discorso ricordandone l’anatomia funzionale (le strutture portanti, di fissazione, di scorrimento e quelle stabilizzatrici) ed illustrandola adeguatamente.

   Dedica, poi, attenzione alla stabilità del ginocchio, che porta come introduzione al capitolo dei movimenti specifici dello stesso.

   Il terzo capitolo mette in evidenza il caso osservato e si sviluppa secondo un indice ben preciso, che parte da alcune note d’introduzione per poi presentare la storia clinica, la valutazione medica, l’intervento operatorio e la riabilitazione, in tutte le sue fasi.

   Il caso portato in esame è relativo ad un giocatore di robusta costituzione (m 1,85 d’altezza, kg 115 di peso), di valore nazionale (una quindicina d’anni di agonismo), con un pesante programma d’allenamento e “vittima” di un infortunio sul campo (valgizzazione con rotazione esterna del ginocchio).

   I controlli medici specialistici ed i referti diagnostici strumentali confermano la rottura del legamento crociato anteriore.

   Si preordina e si realizza l’intervento per sostituire il legamento rotto con una porzione di un altro legamento (il tendine sottorotuleo), debitamente preparato.

   Il lavoro in esame riporta con grande chiarezza (con una parte descrittiva ed una parte iconografica) le varie fasi dell’intervento che, dopo l’incisione d’accesso, pone in evidenza il tendine sottorotuleo e come, in maniera molto precisa, viene “privato” di una porzione.

   L’intervento, a questo punto, si sdoppia e procede su due fronti: un primo chirurgo provvede alla pulitura artroscopica del legamento rotto e prepara la sede del futuro trapianto, mentre un secondo chirurgo “tratta” il segmento tendineo prelevato per l’innesto.

   Il nuovo legamento verrà posizionato (con le sue parti ossee prelevate) nei tunnel chirurgicamente precostituiti e fermato su di uno specifico punto (detto “punto isometrico”), che è quello ritenuto il centro delle forze di sollecitazione del crociato, a qualunque angolo del ginocchio.

   Questo nuovo supporto viene fissato, quindi, (dopo aver inserito il legamento preparato nei tunnel), con speciali viti al titanio.

 

(Continua con la seconda parte).

Premio Nazionale ANATRIPSIS – Le culture manipolative, le scienze motorie e le aree pertinenti fra storia, metodologie applicative ed aspetti professionali – Edizione 1998.

 

 

 

 

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