Editoriale / 160
di Pierluigi Palmieri
Clima d’Europa, sette giorni da sogno per politici e sportivi italiani, che non sanno più a chi dare il resto. Il 9 giugno Jannick Sinner non vince la finale di tennis al Roland Garros di Parigi ma diventa il Numero 1 al mondo grazie ai suoi precedenti successi, mentre Giorgia Meloni sale in testa a tutti come più votata alle europee. L’11 giugno Tamberi salta 2 metri e 37 centimetri e provoca la metafora della stampa a commento del risultato del PD “ Elli Schlein è sugli altari , con un balzo alla Gianmarco Tamberi ha superato la pericolosa asticella del venti per cento e ora si crogiola nella sua indiscussa vittoria” (fonte Blitz Quotidiano). Sinner- Alcaraz nel tennis , Tamberi- Lavskyy nel salto, Meloni -Schlein alle elezioni, coppie agli antipodi per tanti motivi accomunati da un lessico, quello sportivo che rende molto anche fuori dagli stadi,

Nella competizione sportiva il singolo o la squadra mettono il ballo anima e corpo e li prestano allo spettacolo, per arrivare ad un risultato inconfutabile in termini di metri, centimetri, minuti e millesimi di secondo. Nelle elezioni politiche sono gli elettori che votano per stabilire il “vincitore”. Questo però solo in teoria, perché è ormai prassi consolidata che anche chi ottiene un risultato in percentuale superiore a quello delle elezioni precedenti si autoproclami “vincitore”. Nel talk show televisivi non si sente uno sconfitto (il cui partito magari ha superato dello 0,1 % il precedente risultato), riconoscere la vittoria dell’avversario. Questa prassi scimmiotta ancora una volta, in senso negativo, lo sport dove, soprattutto in atletica, si tiene conto del cosiddetto “Personal best”, il migliore risultato di ogni atleta. Ma, carissimi candidati e segretari di partito sui campi, sulle piste e sulle pedane non vale alcuna percentuale, non sono i voti degli spettatori a farti vincere e hai pieno titolo ad esultare se migliori il tuo record personale ma sul podio applaudi e abbracci chi occupa il gradino più alto.
Fatte queste precisazioni proviamo a mettere i puntini sulle ”i” dando uno sguardo, a volo d’uccello, agli eventi europei di questa settimana che classificherò, a mio esclusivo parere, come Europa SI ed Europa No.
EUROPA SI

I Campionati Europei di Atletica hanno visto l’Italia, caricata a mille da Capitan Tamberi, trionfare come prima squadra con 24 medaglie di cui ben undici d’oro[1], uno spettacolo avvincente per merito di tutti i protagonisti (dell’Unione Europea e non) e quelli con la maglia azzurra in particolare a dare lustro alla “regina” degli sport, coadiuvati in maniera impeccabile dalla cronaca di Franco Bragagna, dal commento tecnico di Stefano Tilli e dalle interviste di Elisabetta Caporale, I medagliati dalla pelle più o meno scura, con in testa i giovanissimi Cipro., il gigante Ali, ed i lunghisti Iapichino e Furlani, hanno avuto l’occasione di inviare messaggi forti sul valore inclusivo dello sport e sul suo spirito autentico . Grazie a questo giornalismo asciutto, coinvolgente e propositivo.
Nel weekend so no arrivate altre soddisfazione dal nuoto.in acque aperte agli Europei di Belgrado. Italia prima nel medagliere con Gregorio Paltrinieri

indiscutibile dominatore nei 10.000 metri , con l’argento e il bronzo nella stessa distanza di Barbara Pozzobon e Giulia Gabrielleschi e con bronzo nei 5.000 di Taddeucci e Guidi.La ciliegina d’argento è arrivata con la staffetta mista 4×1500 (Filadelfi e Guidi i maschi e Gabrielleschi e Taddeucci ile donne), Anche Un particolare non trascurabile: Leonie Beck, che ha battuto la Pozzobon per un millesimo di secondo, è allenata da un italiano. Il calcio? Ne parliamo a fine mese, anche se avrei qualcosa da dire sulle super valutazioni dei baby calciatori presenti agli europei di Germania con clausole da un miliardo (leggi Tamine Yamal 17enne spagnolo del Barcellona)
EUROPA NO
La politica, all’esito delle elezioni per il Parlamento Europee ci ha offerto il solito non proprio decente spettacolo di attacchi e contrattacchi basati sulle percentuali acquisite dai vari partiti, con annessi mortificanti insulti a chi non ha raggiunto il quorum del 4% e l’esultanza di chi lo ha conquistato dichiarandosi, ovviamente vincitore a prescindere. Ebbene senza scomodare il grande Einstein, anche per evitare scomodi paragoni con chi pubblicizza la spesa intelligente, non posso evitare di sottolineare la “doppia” relatività del voto del 9 giugno scorso.
La prima relatività riguarda il peso politico che uno stato membro come l’Italia riuscirà a far sentire nel nuovo parlamento d’Europa, presentandosi con una compagine sparpagliata su vari schieramenti, per le normali differenziazioni tra maggioranza e opposizioni nostro parlamento, ma anche per l’incoerenza che , nonostante i tentativi di mascheramento dei vari Taiani , Gasbarri e soci caratterizza la nostra compagine di governo. A questo fatto inconfutabile aggiungiamo i segnali da “guerra fredda” tra Giorgia Meloni e Emmanuel Macron arrivati dal G7 di Brindisi. Al baciamani, molto formale del francesino, la nostra ha replicato, alla presenza di Mattarella, con un sorrisetto tutto ramanesco del tipo “ Aho! Scanzete!” .

Giorgia aveva riservato tutt’altra accoglienza a Rishi Sunak, il Premier britannico, con il quale si è lasciata andare ad un abbraccio che i media si sono spinti a definire come vero e proprio “pomicio”.

Un prologo per un Italexit? Questo non so dirlo, ma di questo passo rischiamo di tornare ai tempi del “Roma ladrona”, il furbo slogan inventato da Bossi per aumentare la percentuale dei voti nella sua Lombardia. E’ invece la percentuale del 51% degli italiani che non sono andati a votare alle europee del 9 giugno che va presa in seria considerazione da chi crede, in un modo o nell’altro, di aver vinto le elezioni (praticamente tutti).
“Ascoltare il silenzio degli assenteisti..” è l’invito inserito nel titolo che R. Regni ha dato al suo pezzo di oggi (Ascoltare il silenzio: degli astensionisti e della natura. – Centralmente ). Un invito che spiega la “doppia” relatività del risultato elettorale. L’auspicio è che tra abbracci e baciamano l’Europa non finisca per sostituire l’Italia nel ritornello della canzone/ denuncia Italia sì, Italia no, lanciata qualche anno fa, da Elio e le storie tese. [2]
Su questo dubbio mi fermo non senza proporre al lettore la lettura di un altro articolo sul tema a firma di Regni, pubblicato nel precedente numero nella rubrica L’INNO ALLA GIOIA CONTRO I NEMICI DELL’EUROPA – Centralmente
- Ecco le medaglie d’oro di Roma 2024[1] 1. Antonella Palmisano, 20km marcia
- Nadia Battocletti, 5.000m donne
- Leonardo Fabbri, getto del peso
- Lorenzo Ndele Simonelli, 110m ostacoli uomini
- Marcell jacobs, 100m
- Yemaneberhan Crippa, mezza maratona uomini
- ITALIA, mezza maratona uomini (Yemaneberhan Crippa, Pietro Riva, Pasquale Selvarolo, Eyob Faniel, Yohane Chiappinelli, Daniele Meucci)
- Sara Fantini, lancio del martello donne
- Nadia Battocletti, 10.000m donne
- Gianmarco Tamberi, Salto in alto
- ITALIA, staffetta 4×100 uomini (Matteo Melluzzo, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta, Filippo Tortu)
[2] Testo La terra dei cachi
Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate;
il visagista delle dive e’ truccatissimo.
Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:
Italia si’ Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si’ puoi dir di no, ma questa e’ la vita.
Prepariamoci un caffe’, non rechiamoci al caffe’ : c’e’ un commando che ci aspetta per assassinarci un po’.
Commando si’ commando no, commando omicida.
Commando pam commando papapapapam, ma se c’e’ la partita
il commando non ci sta e allo stadio se ne va,
sventolando il bandierone non piu’ sangue scorrera’ ;
infetto si’ ? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario si’ primario dai, primario fantasma,
io fantasma non saro’ e al tuo plasma dico no.
Se dimentichi le pinze fischiettando ti diro’
“fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza, fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l ‘ ho nella panza”.
Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze.
Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande cosi’.
Italia si’ Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi.
Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo; un totale di due pizze e l’Italia e’ questa qua.
Fufafifi’ fufafifi’ Italia evviva.
Italia perfetta, perepepe’ nanananai.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo:
in totale molto pizzo, ma l ‘ Italia non ci sta.
Italia si’ Italia no, Italia si’
ue’, Italia no,ue’ ue’ ue’ ue’ ue’.
Perche’ la terra dei cachi e’ la terra dei cachi. No.




