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COLOSSI DELL’EDILIZIA E POLITICA BIPARTISAN NELLA TELENOVELA DEGLI OSPEDALI IN ABRUZZO

 

di Marcello Martelli

Questa dell’ospedale da fare a tutti i costi e sradicato dal Capoluogo, è una telenovela che viene da lontano. Da quando qualcuno ha pensato all’Abruzzo come a una terra di affari nell’edilizia ospedaliera e nei servizi sanitari. Il brevetto del progetto spetta alla coalizione di centrosinistra che, in vista delle campagne elettorali, ha valutato il “project financing” come un ottimo grimaldello per una pluridecennale gestione politico-affaristica di servizi e manutenzioni della Sanità abruzzese. Infatti ben sette ospedali, secondo quanto annunciato in campagna elettorale per le regionali, sono da “costruire ex novo o ricostruiti con interventi nei vecchi stabili con lo strumento del project financing”, in cui il privato mette i soldi (pochini) e il pubblico molti di più, come evidenziato anche da alcune sentenze della Corte dei Conti. Il tandem pubblico+privato nella Sanità si configura come una precisa strategia della coalizione di centro-sinistra in Abruzzo. “L’Abruzzo – scrive l’esperto Filippo Tronca- è diventato la terra promessa in Italia per i colossi dell’edilizia e dei servizi sanitari. Sono infatti ben sette gli ospedali che, secondo quanto annunciato nei mesi scorsi e anche in questa prima fase della campagna elettorale per le regionali, saranno costruiti ex novo o ricostruiti con interventi nei vecchi stabili…”. Il bello è che, sconfitto il centrosinistra del governatore D’Alfonso con le sue teorie in materia di Sanità, non è mutata la rotta della Regione Abruzzo a trazione centro-destra con il governatore Marsilio. Cambiato il colore politico, la Regione Abruzzo non ha azzerato il progetto del “Mazzini” ex novo, confermando anche il manager, che si è subito schierato con la nuova maggioranza. “Il Project financing -svela ancora Filippo Tronca- interessa l’ospedale di Chieti, in dirittura di arrivo dopo un tormentatissimo iter, e anche quelli dell’Aquila, Teramo, Avezzano, Vasto, Lanciano, Penne e Sulmona, per il completamento del nuovo ospedale, quest’ultimo già realizzato con la formula del “leasing in costruendo” e la partnership dei privati. Tra i colossi italiani in partita, e pronti ad entrare in gioco, i veneti della Maltauro, proponenti assieme a Nocivelli del project di Chieti, la Guerrato, veneta anch’essa, che ha trovato la via d’uscita ad un concordato grazie ad un piano di risanamento accettato dal tribunale fallimentare, la Salini Impregilo di Milano, gli emiliani della Cmb di Carpi e della Manutencoop di Bologna, che ha gestito anche la manutenzione del progetto C.a.s.e. dell’Aquila e, prima del sisma, la manutenzione e pulizia dei vari immobili dell’Università e dell’Ospedale San Salvatore del capoluogo”.

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