Il Limite / RANIERO REGNI / 221
| La scuola è stata luogo di profonda desolazione per il bambino
M. Montessori |
| La scuola è stata luogo di profonda desolazione per il bambino
M. Montessori |

Il bambino sente la voce delle cose, la loro eloquenza muta. Gli oggetti chiedono di essere toccati, in essi è implicito l’uso; l’oggetto è un mediatore tra l’esterno e l’interno. I bambini sono specializzati in celebrazioni del dettaglio, si direbbe che li interessa l’invisibile, vedono con occhi diversi da quelli dell’adulto, vedono l’invisibile. Il bambino ama l’ambiente: è l’amore che ci fa notare in un essere cose non viste dagli altri. Percepire è sempre più che percepire, il gesto ha una presa diretta sulle funzioni mentali. Il bambino incarna l’ambiente, non è come per l’adulto per il quale l’ambiente è come un vestito. Il bambino lo incarna, diventa parte della sua mente. Vedere, manipolare le cose è udire il loro linguaggio, il loro valore materiale e simbolico, al di là del loro valore d’uso e di scambio. L’ambiente è il vestito dell’anima, qualcosa che viene amato e incarnato.