La poesia di Policastro si caratterizza per una mescolanza di elementi dove spiccano Il dialogo critico con la tradizione italiana (Leopardi, Dante, Pasolini, ecc.). Un’adesione all’idea della poesia come forma vitale, non marginale: la poetessa dichiara che “fare poesia significa saltare i confini… significa mettere in parole ciò che in me mi separa dagli altri”.
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L’interesse per la fragilità, la corporeità, la malattia, il quotidiano . L’uso della lingua comune, del parlato, della quotidianità: nei testi recenti si avverte una voce che attinge allo scambio sociale, al linguaggio dei social network, all’attesa (tram, sale d’attesa) come scrive un sito di approfondimento.
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Attenzione corporea: la fragilità del corpo, la malattia, il “guardatemi, scompaio” emergono come costanti. Contaminazione tra generi: la raccolta La distinzione fonde monologhi e lingua quotidiana, voci multiple.
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Consapevolezza storico-letteraria: si avverte il riferimento ai classici e alle poetiche del Novecento, tanto nella produzione critica quanto nella poesia, in una modalità che non rinuncia alla tradizione ma la rilegge.






