Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/197
| “E’ una gamba malmessa ma sono sicura che Fede abbia tutte le intenzione di lavorare per tornare quella di prima già da oggi“
Maria Rosa Quario (“Ninni”), ex “valanga rosa” “Non ho mai pensato di costruire un’atleta, ma volevo che sviluppasse tutte le capacità motorie possibili divertendosi” Daniele Brignone |
La Salle, La Thuile, Courmayeur, sono i luoghi della Valle d’Aosta protagonisti dell’editoriale odierno. Tre puntini nelle immagini satellitari della regione più piccola d’Italia, che, a guardare la carta geografica si fa difficoltà a individuare a nordovest del grande Piemonte. Sembra un fazzoletto di terra, una minuscola piega sul bordo superiore dello “Stivale”. Ma quando arrivi a La Salle hai immediatamente l’idea di trovarti davanti a qualcosa di eccezionale, capisci l’appropriatezza dei sostantivi e degli aggettivi che parlano di meraviglie, di altezze superbe e rare, di forza della natura, capisci che i superlativi per il Monte Bianco non sono esagerati ( le cime sono le più alte, i ghiacciai i più estesi) come pure i soprannomi ( tetto dell’Europa e Re delle Alpi). I 4.808 metri del picco del “Massiccio” pongono il Monte bianco tra “le sette vette del Pianeta” e questa abitudine alle grandi altezze ha contagiato chi vive da quelle parti.
Federica Brignone, milanese di nascita, è stata adottata da paesino di La Salle da dove ha potuto prendere confidenza con il “Massiccio” che le ha fatto da balia, sotto gli occhi attenti del padre Daniele prima, del fratello Davide poi e, anche grazie all’esempio della madre “Ninna” Quario, campionessa di Slalom speciale ha voluto imitare la “sua” montagna da record conquistando. la “vetta” della classifica di migliore sciatrice al mondo.
Ninni Quario, la mamma di Federica Brignone:Quattro vittorie mondiali nello Slalom Speciale
Nella storia dello sci solo l’austriaca Anne Marie Moser prima di lei, e sono trascorsi esattamente quarant’anni, è riuscita ad aggiudicarsi nella stessa stagione le due coppe di Cristallo per le specialità, “gigante” e “discesa”. A pochi chilometri da casa sua, il 14 marzo scorso Federica trionfa nel Super Gigante di La Thuile e crea i presupposti per vincere la Coppa del Mondo “Generale”, nella gara decisiva di Sun Valley negli Stati Uniti. Così è stato: Prima Assoluta (iniziali Maiuscole d’obbligo) nella Coppa Mondo 2025, Prima nella Discesa e Prima nel Gigante!!! Cristallo su cristallo!!!

Per non farsi mancare niente, ma soprattutto per rispetto delle compagne/avversarie eccola presentarsi al cancelletto di partenza dei Campionati Italiani di Val di Fassa in Trentino dove nell’ingranaggio del trionfo va a incastrarsi un paletto, uno di quelli che per un milione di volte ha sempre superato con un perfetto gesto tecnico simile alla “parata” della scherma. Federica, che viaggiava a oltre 100 kmh, è rimbalzata sulla pista facendo perno sulla gamba sinistra che nell’impatto anomalo col la neve ha subito una violenta torsione al livello del ginocchio, che ha provocato la rottura del legamento crociato anteriore e la frattura del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, Nel vedere il filmato dell’incidente (chi volesse può utilizzare il link di RAI News riportato in calce) scatta obbligatoriamente l’imprecazione di chi scrive e di milioni di sportivi italiani: maledetto paletto! (la rima pur banale e triste casca a pennello).
A questo punto riavvolgo il nastro delle memoria e mi sento amareggiato, perché da qualche settimana mi riproponevo di dedicare alla Brignone un pezzo particolare e oggi il suo infortunio sminuisce inevitabilmente l’entusiasmo,. Attingo comunque dagli spunti fornitimi da Giovanni Montrone, che vanta una lunga frequentazione dei luoghi valdostani, dove è entrato come Maestro di Sci nella scuola di Courmayeur nel settore dello Snow board e. ha lavorato soprattutto a fianco di Giacomo Calosi, toscanaccio di Bolgheri innamorato della montagna, creatore dello splendido e unico Chalet Rifugio Maison Vielle, posto a 2000m. dove la nostra campionessa avrebbe dovuto partecipare all’HardBooter’s Day -festa di fine stagione (v. manifesto qui di seguito)
Eravamo all’uscita della scuola primaria di Courmayeur, in attesa della nostra Amanda, in temporanea “missione” invernale press8o quell’Istituto, quando, parlando degli avvenimenti sportivi della domenica precedente, il discorso è scivolato inevitabilmente sulle grandi imprese della Brignone. Ho appreso tanti particolari sulla campionessa “immigrata” in Val d’Aosta: oltre alle storie del padre e della mamma che con lo sci “ci parlano” e del fratello suo inseparabile allenatore, c’è anche quella di Federico Colli, il Mental Coach di Federica. E’ lui che ha fatto chiudere il cerchio della perfezione intorno alla nostra campionissima ritagliando su lei, un “abito psicofisico su misura”. Su Federica Brignone, che è già entrata in maniera definitiva nell’Arca della Gloria dello sport mondiale, non solo dello Sci, c’è molto da dire e mi prometto di farlo prossimamente. Oggi la lente d’ingrandimento va posta su come la “Roccia del Monte Bianco” si è fatta rimbalzare addosso il macigno che ha provato a schiacciarla in Val di Fassa. E’ uscita dalla camera operatoria dopo un intervento chirurgico molto delicato e, sfoggiando un sorriso a coprire i segni del dolore ancora vivo, ha voluto ringraziare tutti quelli che le hanno mandato messaggi di solidarietà e quanti hanno contribuito a soccorrerla e a riparare i gravissimi danni subiti da una delle due gambe più forti del mondo,

Lo ha fatto disegnando con le dita il simbolo che più le appartiene e che già pensa di far valere il prossimo anno sulle piste olimpiche di Milano- Cortina: LA VITTORIA.

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La caduta di Federica Brignone nel Gigante degli Assoluti in val di Fassa







