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La sindrome rotulea nei maestri di sci alpino (seconda parte)

Benessere / 159

di Giuseppe Mazzocco

     La ricerca presenta una importante indagine che la rende preziosa per la conoscenza tecnica, atlopatica e preventiva della sindrome rotulea nei maestri di sci alpini.

   Il questionario, somministrato nella parte esperienziale del lavoro, per una lettura profonda dei dati raccolti può essere diviso in tre parti.

   Nella prima vengono richiesti dati riguardanti l’intensità delle attività sportive svolte (anni dedicati all’insegnamento; tempo riservato allo svolgimento della professione; dedizione ad altre attività sportive); nella seconda parte si chiede della presenza di gonalgie (localizzazione del dolore e circostanze in cui viene avvertito) e nella terza parte si indagano le probabili cause del dolore.

   La gonalgia è risultata presente nel 73% dei soggetti (nell’87,50% nella fascia fino ai 26 anni; nell’84,60 in quella fino ai 40 anni e nel 25% per i soggetti fino ai 60 anni).

   La frequenza del dolore è quasi costante per il 44,40% dei soggetti e saltuario per il 55,60%. Solo il 12,50% della prima fascia non ha mai avvisato gonalgie.

   Durante l’attività sciistica il dolore è avvisato dal 92,60% dei soggetti, mentre si riaccende salendo le scale (40,70%), scendendo le scale (22,20%), stando in posizione di semi accosciata (11,10%) o in stazione eretta (7,40%) o facendo altre attività in ambienti freddi (14,80%).

   Come altre situazioni che possono registrare il dolore al ginocchio, sono state registrate: la corsa su terreni duri (11 soggetti), il ciclismo (6 soggetti), il calcio (1 soggetto) ed il tennis (1 soggetto).

   La gonalgia è simmetrica per il 40,80% dei soggetti, mentre il 37% la registra a sinistra ed il 22,20% a destra; dal punto di vista della localizzazione si registra che il 48,70% la sente in sede sub rotulea, il 29,70% al margine esterno, il 18,90% al margine interno ed il 2,70% sulla porzione anteriore.

   Il 28,60% dei soggetti fino ai 26 anni attribuisce la causa del dolore ad un vecchio trauma, il 28,60% al sovraccarico ed il 42,90% non riesce ad individuarla, precisando che il dolore si spegne nei periodi di minore attività.

   Il 18,20% dei soggetti della seconda fascia (fra i 26 ed i 40 anni) attribuisce, ipoteticamente, la causa delle gonalgie ad infiammazioni legamentose (questi soggetti non hanno mai subito traumi significativi), il 36,40% non conosce la causa, il 18,20% la individua nel sovraccarico ed il 27,30% presenta accertata displasia alle componenti osteo-cartilaginee articolari.

   L’analisi dei dati ha messo in luce delle profonde differenze sulla “qualità” delle gonalgie, nelle diverse fasce.

   Il particolare, per la prima fascia (fino ai 26 anni), il dolore non può essere ricondotto al solo esercizio professionale, per i pochi anni di effettiva pratica, ma probabilmente ai sovraccarichi funzionali delle precedenti attività.

   L’analisi della seconda fascia offre lo spunto per significative considerazioni: l’assenza di traumi articolari legati ad incidenti sciistici; la presenza simmetrica delle gonalgie nel 54,50% dei soggetti; il considerevole numero di anni di pratica professionale (una media di 15,3 anni effettivi), la bassa percentuale (18,20% di pratica di altre attività sportive.

   Per tutto questo è possibile affermare che l’esercizio dello sci ad alto livello (prima) e la professione di Maestro di sci (dopo) possono essere le cause di gonalgie in sede rotulea, per cui questi professionisti dovranno valutare maggiormente il tipo di attività sportiva da svolgere in preparazione all’attività sciistica, con un’attenta analisi dei carichi di lavoro da adottare.

   Bisognerà, allora, migliorare la forza esplosiva, sia nella componente elastica che in quella resistente, evitando sovraccarichi massimali agli arti inferiori, già sottoposti a pesanti sollecitazioni gestuali.

   La Federazione Italiana Sport Invernali, sotto l’egida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, definisce ed aggiorna i criteri ed i livelli delle tecniche sciistiche che formano oggetto d’insegnamento.

   Viene chiamata, quindi, a precisi doveri e responsabilità nel diffondere innovazioni tecniche, metodologiche e culturali per formare ed aggiornare il settore tecnico dello sci.

   Le scuole di sci, a livello mondiale, hanno sentito la necessità di un serio confronto, facendo nascere il Congresso Internazionale dell’Insegnamento dello Sci (denominato “Interski”).

   All’interno di questo movimento culturale, il lavoro sicuramente porta quel contributo positivo che ogni tecnico dovrebbe offrire alla “sapienza della specie”, invitando, inoltre, ad una serena riflessione chinesiologica sul corretto “uso” delle ginocchia per chi, professionalmente, di ginocchia “vive”.

 

Premio Nazionale ANATRIPSIS – Le culture manipolative, le scienze motorie e le aree pertinenti fra storia, metodologie applicative ed aspetti professionali – Edizione 1997.

 

 

 

 

 

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