Benessere /G. Mazzocco/182
Benessere 182
Criteri di selezione e piani di lavoro(*)
Dopo aver studiato il campione in esame e aver stilato per ogni singolo soggetto un protocollo esplicativo dei paramorfismi evidenziati, si è reso necessario chiedere nuovamente la collaborazione di alcuni ragazzi, scelti tra quelli già selezionati, per una seconda fase dell’analisi.
In base alla statistica dei casi rilevati, si sono scelti quelli più rilevanti dal punto di vista posturale e paramorfico.
Il gruppo si è, così, assottigliato a cinque soggetti significativi, la cui osservazione risulta paradigmatica.
Dall’analisi dei primi due soggetti, in base allo studio compiuto sulle prime acquisizioni effettuate sull’intero campione, si evincono espliciti segnali di avvertimento di un possibile portamento rilassato, quali le spalle addotte, l’accentuazione della lordosi lombare, i glutei più prominenti del normale e lo strabismo rotuleo. È evidente, in entrambi i casi, l’eccessiva magrezza. Nel secondo soggetto, inoltre, l’atteggiamento paramorfico è accompagnato pure da un’anchilosi coxo-femorale e una cifosi lievemente rigida.
Nel terzo soggetto selezionato sono stati notati, invece, una lordosi di tipo rigido, un’antiversione marcata del bacino e, nuovamente, un’anchilosi scapolo-omerale.
Il quarto soggetto presenta evidenti squilibri posturali, ben osservabili sul piano frontale. Tra questi è da sottolineare la traslazione del bacino, l’asimmetria presente in tutti i punti di repere, nonché lo strapiombo del capo. Le dita dei piedi sono in leggera griffe.
Il ragazzo ha evidenziato un’accentuata cifosi rigida e difficoltà nell’effettuare il bending destro e sinistro.
L’ultimo caso è stato scelto per l’accentuata anteroversione posturale che gli caratterizza la figura e gli procura uno strapiombo del busto in avanti; è evidente il compenso a livello lombare.
Come si può capire da questa prima descrizione dei soggetti prescelti, si è cercato di comprendere, nella selezione, una molteplicità di casi paramorfici, per fornire un’idea del quadro completo dei vizi posturali, riscontrati nell’indagine in ambito scolastico.
Alla selezione, così costituita, è stata richiesta la partecipazione ad una nuova fase di osservazione, concernente la realizzazione del test strumentale della postura (ATS), già conosciuto, ma tecnicamente migliorato, per ripetere le acquisizioni effettuate nella prima fase.
Le nuove riprese sono realizzate a figura intera, evitando di comprendere nell’inquadratura spazi eccessivi di sfondo e suolo, ottimizzando la resa grafica e implementandone la lettura.
Grazie alla nuova fase di osservazione, che ha visto coinvolto il gruppo selezionato, è stato possibile ottenere le misurazioni numeriche, lineari ed angolari, dei veri paramorfismi.
I nuovi dati hanno descritto con maggior scientificità e precisione il quadro paramorfico di ciascun soggetto, rendendo pertanto progettabile l’ipotesi di piani di lavoro personalizzati, come disegno tecno-didattico per futuri interventi di chinesiologia correttiva.
Il piano di lavoro, della durata complessiva di un anno, prevede tre periodi consequenziali: un lavoro preparatorio, consistente in un rafforzamento organico con ripristino delle funzionalità organico-muscolari, con mobilizzazione, sbloccaggio articolare e rieducazione diaframmatica.
Un secondo tempo caratterizzato da un lavoro specifico correttivo per il paramorfismo in atto, mediante l’acquisizione di equilibrati schemi neuro-muscolari, di posture corrette e di immagini motorie esatte. Tale fase di lavoro deve favorire l’autocontrollo e l’autocorrezione.
La terza fase è da dedicare all’automatizzazione dei risultati acquisiti.
Ogni seduta del piano di lavoro è comprensiva di tre momenti: il riscaldamento, che risveglia la memoria chinestesica; il lavoro specifico, diverso a seconda del periodo del piano di lavoro con cui si sta operando, è personalizzato in base al tipo di paramorfismo; il defaticamento finale, la cui funzione è il ripristino degli indici cardio-respiratori, comprende esercizi di rilassamento, di decontrazione e di educazione respiratoria diaframmatica e toracica.
La ginnastica posturale fa acquisire la posizione ipercorretta di riferimento, in clino ed ortostasi; lo sbloccaggio articolare riequilibra l’apertura dei grandi movimenti degli arti superiori ed inferiori; la ginnastica respiratoria aumenta la capacità vitale e l’elasticità toracica; il lavoro di base recupera il tono ed il trofismo persi e prepara il soggetto alla successiva pratica sportiva.
(*) Anna D’Antoni – Università degli studi di Padova – Facoltà di Medicina e Chirurgia – Corso di Laurea in Scienze Motorie.







