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La cosa strana è che si tratta di un romanzo scritto tra il 1955 e il 1960, sequestrato dal Kgb e pubblicato in Italia, nella versione integrale, soltanto nel 2008. Anzi, è uscita solo nel 2022 quella che era la prima parte della storia ovvero Stalingrado, uscito in Unione Sovietica nel lontano 1952. Già la genesi dice molto. Si tratta di un romanzo di complessive 1600 pagine che è stato concepito e scritto, ed è realmente così, come il Guerra e pace del ‘900 che si svolge sullo sfondo della battaglia di Stalingrado, con relativo confronto tra il nazismo e il comunismo, i due totalitarismi più distruttivi del ‘900.
Nella primavera del 1955 Grossman va a vedere il capolavoro di Raffaello e scrive una delle sue più belle prose poetiche nella quale cerca di svelare il mistero di questa straordinaria tela. Essa è stata contemplata da uomini potenti come Hitler e Stalin, padroni effimeri del mondo. Essi, dotati di una straordinaria forza distruggitrice, non sono riusciti a sostenerne lo sguardo: perchè? Perché lo sguardo della Madonna e di suo Figlio sono sguardi di esseri umani, sono l’umano nell’essere umano. Quella donna scalza che tiene in braccio il suo bambino, che ci guarda mentre avanza verso di noi, avanza verso il suo e nostro destino tragico, è il simbolo potente e indistruttibile della bontà, assassinata. Quello sguardo e quella postura sono per lo scrittore gli stessi delle donne che sono entrate nelle camere a gas e di quelle che hanno vissuto la collettivizzazione forzata dell’Ucraina. “Finalmente vedevo la verità di quei visi, l’aveva dipinta Raffaello, quattro secoli prima. Così l’uomo affronta il proprio destino”. “Sappiamo – scrive ancora Grossman, che pure era laureato in chimica – che nelle reazioni termonucleari la materia si trasforma in una quantità enorme di energia, ma ancora oggi non riusciamo a figurarci il processo inverso, la materializzazione dell’energia; sulla tela, invece, la forza dello spirito, la maternità si cristallizzano e prendono forma nella soavità della Madonna”. Che tipo di energia emana da quel quadro? “La tela ci parla della gioia di essere creature vive su questa terra, è questa la sua forza prodigiosa e quieta…E accompagnando con lo sguardo la Madonna Sistina, continuiamo a credere che vita e libertà siano una cosa sola, e che non ci sia nulla di più sublime dell’umano nell’uomo. Che vivrà in eterno, e vincerà”. Molti hanno detto che dopo aver letto Vasilij Grossman non siano stati più gli stessi.

