ELEZIONI AMMINISTRATIVE E AMBIENTE. UN DECALOGO DALL’UMBRIA

 Il Limite / REGNI / 171

 

Più volte in questa rubrica abbiamo lamentato il fatto che, a fronte delle incalzanti questioni ambientali che sono destinate purtroppo a diventare sempre più d’attualità, fosse così difficile una loro rappresentanza politica. Eppure sono tanti i comitati ambientali che, ad esempio nella mia regione, l’Umbria, si impegnano da anni per la difesa dell’ambiente e della salute. Quasi ogni città e ogni borgo ha prodotto spontaneamente organizzazioni civiche che si sono opposte a soluzioni miopi e dannose, che guardano ad una transizione ecologica a rovescio, verso il passato.

Viste spesso con sospetto dalle amministrazioni, in alcuni rari casi hanno agito di concerto ottenendo i risultati migliori. Questo dimostra che la collaborazione tra le associazioni spontanee della società civile e le forze politiche può non solo essere possibile, ma soprattutto utile al territorio e ai cittadini. Criticate spesso come settarie, estremiste, ideologiche, come il “partito preso del no”, da quelle forze che perseguono il profitto a breve termine e lo sviluppismo “costi quel che costi”, queste associani di cittadini hanno prodotto invece sapere, hanno approfondito le questioni e prospettato soluzioni alternative, mettendole a disposizione della comunità.

Visto che l’Umbria si appresta ad affrontare le elezioni regionali nel mese di novembre, i comitati e le associazioni ambinetali umbre hanno elaborato un decalogo che presenteranno alla stampa il prossimo lunedì 7 ottobre, come proposta aperta a tutti i candidati e a tutte le forze politiche che parteciperanno alla competizione elettorale. Ecco il “decalogo”, un documento in dieci punti per risolvere i conflitti ambientali umbri, che può servire da modello anche in altre regioni.

PARTECIPAZIONE CIVICA DI COMITATI E CITTADINI

Coinvolgimento diretto (audit) di comitati, associazioni e singoli cittadini, con modalità effettive e operative di informazione e partecipazione civica ai tavoli programmatici e decisionali, su tutti i temi regionali relativi ad ambiente e territorio, energia e salute. Applicazione della Convenzione di Arhus (1998)

POLITICHE SANITARIE

Impegno della Giunta Regionale alla redazione di un Nuovo Piano Sanitario articolato (almeno) sulle seguenti priorità:

Promozione della salute e Prevenzione primaria ambientale, con la creazione di modelli di intervento partecipativi (eco-distretto);

Potenziamento della sanità di territorio, mantenimento e rafforzamento dei distretti socio-sanitari, mantenimento e potenziamento delle strutture ospedaliere esistenti e/o appena rimosse/depotenziate;

Individuazione di almeno un ospedale, con centralità regionale, per l’applicazione del protocollo di accoglienza e gestione del paziente con Sensibilità Chimica Multipla (MCS) o Intolleranza alle Sostanze Chimiche (ISC). Diffusione per conoscenza del protocollo a tutti gli ospedali umbri;

Definizione di industria insalubre con modalità partecipative. Applicazione della definizione in contesti dove operano produttori di rischio, ridefinizione delle aree nelle quali possono essere attivate industrie insalubri.

Riattivazione del registro tumori georeferenziato, in modo da stabilire un rapporto tra cause ed effetti, e attuazione della Epidemiologia dai cittadini (D.Lgs 195/2005)

POLITICHE URBANISTICHE, ENERGETICHE, IDRICHE, ALIMENTARI

Riforma della pianificazione urbanistica regionale e locale verso lo Zero consumo di suolo per l’attività edilizia civile, industriale e infrastrutturale. Priorità alle attività di rigenerazione e manutenzione (come cura) urbana, territoriale e infrastrutturale. Ridefinizione del testo unico L. 01/2015 e s.m.i. in tal senso, per la tutela dei beni comuni, coinvolgimento diretto dei portatori di interesse nelle decisioni di pianificazione urbana e territoriale, in particolare quelle relative ad ambiente e salute (2. d.). Priorità alla produzione di energia da rinnovabili da impianti diffusi di piccole dimensioni, comunità energetiche, e priorità alle politiche di incentivazione della riduzione dei consumi di energia del parco immobiliare pubblico e privato. Introduzione di limiti stringenti al consumo di acqua potabile per usi industriali, creazione di un registro pubblico degli attingimenti, revisione e adeguamento degli oneri concessori, azioni di conservazione e tutela delle risorse idriche (referendum acqua pubblica). Sostegno alle pratiche agro-alimentari biologiche

VERSO RIFIUTI ZERO, NO CSS

Incentivazione della riduzione dei rifiuti all’origine, in fase di design e produzione. Incentivazione e potenziamento della raccolta differenziata. No biomasse per la produzione di energia. No CSS per la produzione di energia e/o per scopi di produzione industriale (ad esempio nei cementifici). Recepimento documento di indirizzo redatto dal Coordinamento Regionale Umbro Rifiuti Zero.

POLITICHE DEL TRASPORTO

Revisione dei Piani Regionali di Trasporto nella direzione della promozione e dell’incentivazione del Trasporto Pubblico Locale (TPL), con specifica prevalenza del ferro rispetto alla gomma. Promozione ed incentivazione della mobilità dolce e sostenibile, con particolare riferimento a quella ciclo-pedonale anche in chiave turistica, con la creazione di infrastrutture dedicate

NATURE RESTORATION LAW

Impegno al rispetto della Nature Restoration Law (18.08.2024), ovvero al ripristino di almeno il 30% degli ecosistemi danneggiati entro il 2030, e di almeno il 90% entro il 2050.  Impegno per Umbria vetrina di pratiche sostenibili in ogni settore, con particolare riferimento ad allevamenti e agricoltura biologica (3.). Impegno alla creazione di parchi agro-fluviali, con particolare riferimento a quello del Tevere (ALL 03).

GREEN DEAL EU

Impegno al rispetto dei punti previsti nel Green Deal EU, in un’ottica di cambio di paradigma. Dall’ideologia dello sviluppo illimitato ma verde, spesso di difficile attuazione pratica, ad un nuovo modello socio-economico realmente ecologico, circolare e rigenerativo, equo, basato su educazione al consumo responsabile, tutela dei beni comuni, impegno al riuso e alla rigenerazione, partecipazione e condivisione delle scelte strategiche. La tecnologia è un mezzo per il raggiungimento dei risultati del Green Deal, ma le persone restano il fine e il principale strumento per il suo successo. L’Umbria, con la sua vocazione verde e pacifista, con la sua cultura umanista ed agro-alimentare, può giocare un ruolo fondamentale in questa direzione, aderendo ai punti del piano nell’ottica qui auspicata ed appena accennata.

ARPA

Revisione nel senso dell’indipendenza e trasparenza dei contratti di servizio tra ARPA, amministrazioni  e  aziende produttrici di rischio

AURI

Revisione del regolamento AURI, e dei meccanismi di formazione del CdA e dei relativi processi decisionali, nel senso di garantire maggiore rappresentatività alla maggioranza dei cittadini umbri

COLLABORAZIONE CON CENTRO STUDI AMBIENTE UMBRIA (CSAU)

Impegno alla collaborazione con il costituendo Centro Studi Ambiente Umbria (CSAU), gestito e curato dai Comitati e dalle associazioni regionali, al quale possono aderire e dare il proprio contributo tutte le associazioni e i comitati umbri