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Luca Barbarossa ha scritto un libro splendido (“Cento storie per cento canzoni”) nel quale ha inserito con un amore da “ricercatore” quella che ha definito la “valigia musicale” che porterebbe con sé se dovesse “partire all’improvviso”.
Molte di questa canzoni sono prevedibili e legate alle sue passioni fondative (da Woody Guthrie in giù, passando per la “divinità” Bob Dylan), altre sono inattese, spiazzanti e divertenti (ci sono persino il Tuca Tuca, Cuore matto e i Watussi), poi gli omaggi ai grandi cantautori (“I brani che avrei sognato di scrivere sono “Mi sono innamorato di te” di Tenco e il “Cielo in una stanza” di Paoli: due rivoluzioni”!).
Divertentissime e anche profonde le pagine dedicate a hit immortali eppure tutt’altro che banali nei loro retroscena artistici e un umani da “Happy Birthday” a “O sole mio”, da “White Christmas” all’innocente eppur drammatica nei suoi sviluppi “Someday my prince will come” di Biancaneve e i Sette Nani .
Tutto questo è stato il “pretesto” per una serata semplicemente meravigliosa davanti a centinaia e centinaia di persone che, per quanto mi riguarda, ha concluso i miei interventi a “Come un libro all’aperto” di Mondolfo Marotta. Luca è stato appassionato, simpatico e coinvolgente.
Io soltanto la chiavetta di accensione della sua gioia di dialogare e comunicare. Ho visto tanta gente con gli occhi lucidi
#lucabarbarossa #comeunlibroallaperto
(Marino Bartoletti – Facebook – 17 luglio 2024)




