Home Editoriali LA CROCE ROSSA “SPARA” SULLA CROCE ROSSA

LA CROCE ROSSA “SPARA” SULLA CROCE ROSSA

Editoriale  / 165

 di Pierluigi Palmieri

….prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute; favorisce la comprensione reciproca, l’amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli…..

( Estratto dai principi fondanti della Croce Rossa internazionale  e della Mezza Luna Rossa Internazionale)

 

  In altra parte della  nostra Rivista pubblichiamo un comunicato con il quale il Codacons invoca il licenziamento immediato dei protagonisti di una vicenda che se non vivessimo in questa nostra epoca, in cui la malvagità della nostra specie sale alla ribalta della cronaca a ritmo sempre più serrato, ci rimanderebbe indietro di oltre duemila anni, a quando cioè, a Sparta e Atene, secondo alcune leggende popolari i disabili venivano soppressi subito dopo la nascita.

I protagonisti sono degli operatori socio-sanitari, persone che per definizione dono addette alla cura di chi ha difficoltà a relazionarsi in maniera autonoma con gli altri e non godono di buona salute. Il luogo è il Centro di Educazione Motoria (CEM) di Roma, dove almeno dal 2023 si sarebbero avvenute “torture, violenze e maltrattamenti ai pazienti”. Noi che pratichiamo su queste pagine un giornalismo a sfondo prevalentemente educativo, sulle prime abbiamo pensato, e sperato, ad un fatto episodico da proporre come eccezione legata alla perdita di controllo di persone stressate e magari poco motivate, capitate per caso in un centro “Educativo” appunto. Invece la lettura dell’accusa del Pubblico ministero, riportata nell’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari, non lascia spazio ad altra senzazione:è sconcertante!.

In detta ordinanza il GIP  afferma che “Le modalità della condotta, di quella che il pubblico ministero ha adeguatamente definito con una galleria degli orrori, fornisce la misura dell’indole di ciascuno degli indagati che hanno non soltanto esercitato una violenza costante e inaudita su persone del tutto incapaci di reagire, ma hanno accompagnato le loro azioni inqualificabili con parole di scherno, che hanno stigmatizzato, mediante la derisione, proprio i deficit mentali da cui le persone offese risultano affette”.

C’è un aggravante, che è tale soprattutto perché di carattere  morale, e riguarda il fatto che questi pseudo operatori socio. sanitari, non hanno tenuto in alcun conto il fatto che la gestione del CEM che gli paga gli stipendi fa capo alla Croce Rossa Italiana, la notissima associazione che fa del rispetto dei diritti umani e delle singole persone il suo scopo principe. L’Ente che gli ha offerto il lavoro è stato tradito nei suoi principi fondamentali e soprattutto  nel primo l’UMANITA’ . La storia della Croce Rossa Internazionale ha superato i 250anni, il suo simbolo è emblema di intoccabilità, in tempo di guerra  il soccorso è portato ai feriti senza distinzione di appartenenza, e i convogli e gli ospedali da campo contrassegnati dalla Croce che porta il colore del sangue non possono essere bombardati. E’ di uso ormai comune il significato di “sparare sulla croce rossa” come commettere un errore imperdonabile,  violare le  norme basilari della convivenza civile. All’errore, di per sé imperdonabile, di aver compiuto “azioni inqualificabili” su persone deboli e indifese si aggiunge quindi  quello di aver mancato di rispetto al simbolo sotto il quale lavoravano. Mentre appartenevano alla Croce Rossa hanno …“sparato sulla Croce Rossa”.

Questa però ha reagito rivolgendosi ai  Carabinieri della sezione speciale “vittime vulnerabili e provocando un “bombardamento” giudiziario e ora anche mediatico. All’esito  delle indagini il GIP ha ordinato gli arresti domiciliari nei confronti dei dieci operatori socio sanitari; cinque sono accusati di tortura e gli altri di maltrattamenti nei confronti di persone a loro affidate per ragioni di cura, vigilanza e custodia. Per uno è stato ipotizzato anche il reato di violenza sessuale in quanto in una circostanza avrebbe molestato un paziente.

Lontani mille miglia dallo spirito con cui lo svizzero, Jean Henry Dunant volle formare  infermieri preparati per soccorrere i feriti di ogni fazione in campo, dopo la carneficina provocata dallo scontro tra francesi, piemontesi e austriaci a Solferino (100mila morti e 9mila feriti).  In questi tempi di guerre inconcepibili, l’Umanità, il principio fondamentale che abbiamo inserito nell’incipit di questo editoriale e che orgogliosamente viene mostrato sulle T-Shirt dai due giovani promoter della Croce Rossa,  ci obbliga invocare la Giustizia a “ non metterci una croce sopra”.


Nota Redazionale:

Con tutti i colleghi della redazione siamo  vicini  a  Raniero Regni per la perdita della cara Mamma e partecipiamo al cordoglio della sua famiglia 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com