Home La Rivista FACCIAMO IL PUNTO SULLA ROBOTICA

FACCIAMO IL PUNTO SULLA ROBOTICA

Valore & Valori / Mario Travaglini / 229-230

 Con questo lungo articolo chiudo il 2025 augurando a tutti i lettori un magnifico Natale e un altrettanto meraviglioso Anno Nuovo. E proprio perché inusualmente lungo consiglio di leggerlo con calma, a più riprese, ponderando bene i dati finali che lo completano.  L’idea l’ho avuta rivedendo il grande Alberto Sordi in un film del 1980: “Io e Caterina”. La trama è geniale: Enrico (Sordi) compra un robot domestico femminile, Caterina, per liberarsi di moglie, amante e colf… ma il robot inizia a sviluppare “sentimenti” umani, diventa geloso e combina disastri. Nel 1980 era fantascienza comica, ma oggi, 45 anni dopo, sembra incredibilmente profetico! Tesla con Optimus punta a robot che fanno faccende di casa, assistenza anziani e compiti ripetitivi, con costi che scendono verso i 20-30 dollari l’ora. Aziende come Figure AI, Agility Robotics e Boston Dynamics stanno sviluppando umanoidi sempre più capaci, e il settore è bollente con investimenti record, hype AI, e proiezioni di mercato che esplodono. Non è un caso quindi se negli ultimi tempi è diventato un settore sul quale si sono accesi i riflettori  di numerose case di investimento, tanto che possiamo dire con assoluta tranquillità che la robotica non è una moda passeggera ma presenta tutte le caratteristiche tecniche per sovraperformare, essendo spinta da grandi trend demografici ed economici che dureranno decenni. Questi trend riguardano:

  • Invecchiamento della popolazione (Giappone, Corea del Sud, Italia, Germania, Cina): sempre meno lavoratori giovani → bisogno di robot per assistenza anziani, sanità, logistica.

  • Carenza cronica di manodopera in molti settori (magazzini, agricoltura, edilizia, ristorazione).

  • Aumento esponenziale dei costi del lavoro nei paesi sviluppati e in molti emergenti.

  • Reshoring/nearshoring delle fabbriche (le aziende riportano la produzione vicino a casa) → serve automazione per rimanere competitive.

D’altra parte la produttività è l’unico modo per crescere quando la popolazione lavorativa cala. Quindi quando non puoi più aumentare il PIL semplicemente aggiungendo più operai, l’unico modo è far produrre di più a ogni singolo lavoratore/robot. I paesi e le aziende che investiranno di più in robotica avranno un vantaggio competitivo enorme. Nel campo dell’e-commerce e della logistica è già una realtà tanto che Amazon, Shopify, Shein, Temu ecc. lo usano seppure parzialmente per movimentare milioni di pacchi al giorno. Stesso discorso nell’automotive, settore in grande espansione nel quale molte case automobilistiche stanno correndo a rotta di collo facendo ordini miliardari a fornitori di robot per recuperare il gap con Tesla. E a proposito di Tesla non è più una novità  che le sue fabbriche sono le più automatizzate al mondo arrivando a produrre oltre il 50-60% del valore di un’auto con robot.                                                    Dal 2010 a oggi il costo di un robot industriale è sceso di circa il 50-60% (in termini reali), mentre la precisione, la flessibilità e l’intelligenza sono aumentate esponenzialmente. Oggi ci sono:

– Robot collaborativi (cobots che costano meno di un anno di stipendio di un operaio e si ripagano in 6-18 mesi.

– Robot umanoidi (Tesla Optimus, Figure, Boston Dynamics, Agility Robotics) che stanno scendendo sotto i 30-50k dollari nei prossimi 3-5 anni diventeranno economici come un’auto media.

Riepilogo i principali segmenti caldi e le relative aziende quotate  qui di seguito

  • Robot industriali tradizionali: Fanuc (Japan), Yaskawa, ABB, Kuka (Midea), Mitsubishi Electric

  • Cobot e automazione flessibile: Universal Robots (Teradyne), Doosan Robotics, Techman

  • Logistica e magazzini: Symbotic, AutoStore, Ocado, Hai Robotics, Locus Robotics (ancora private ma in uscita)

  • Robot umanoidi: Tesla (Optimus), Figure AI, Agility Robotics, Sanctuary AI (molte ancora private)

  • Sensori e componentistica critica: Nvidia (GPU per AI), Harmonic Drive (riduttori di precisione), SMC, Keyence, Cognex

  • Chirurgia robotica: Intuitive Surgical (Da Vinci) – già un gigante da 150+ miliardi di capitalizzazione

I numeri fanno impressione tanto che  il mercato globale di riferimento è previsto possa passare da ≈50 miliardi di dollari nel 2024 a 200-400 miliardi entro il 2035. Un altro dato che impressiona ancora di più è che la densità di robot in Corea del Sud è già di 1.000 robot ogni 10.000 operai (10 volte l’Italia).                                        Conclusione

Investire in robotica oggi è un po’ come investire in “internet” negli anni 90 o in “smartphone” nel 2008-2012: il trend è appena all’inizio, la maggior parte della crescita deve ancora arrivare, e chi arriva prima prende i multipli più alti. I titoli legati alla robotica sono appetibili perché stanno cavalcando uno dei pochissimi mega-trend veramente strutturali e inevitabili dei prossimi decenni.

Ecco quindi una lista ristretta di 10 titoli quotati che coprono i principali segmenti della robotica (industriali, cobots, sensori, logistica, umanoidi e chirurgia). Ho selezionato aziende con una solida esposizione al tema, basandomi su trend attuali al dicembre 2025: crescita del mercato (proiettata a +16% fino al 2030), adozione AI e automazione in logistica/sanità. Per ciascun titolo, indico ticker, capitalizzazione approssimativa (dati aggiornati a fine 2025), performance YTD e una breve motivazione. Nota: i valori possono variare; verificare sempre con fonti finanziarie ufficiali prima di prendere decisioni.

 

 

 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com