Abetone Arti Visive nasce come un luogo che va oltre la funzione espositiva per farsi spazio di relazione, di ascolto e di costruzione condivisa. In un’epoca segnata da frammentazioni, accelerazioni e solitudini diffuse, questo progetto culturale si propone come un punto di rallentamento e di incontro, un presidio sensibile in cui l’arte torna a essere esperienza viva, capace di interrogare e trasformare lo sguardo. Gian Carlo Catta, artista attivo nelle arti figurative, che ne è l’ideatore ed il curatore, nella presentazione della mostra racconta”Signore e signori, cari amici dell’arte, in un tempo in cui l’ombra sembra prevalere, l’arte ha il dovere – e forse la missione di riaccendere la luce.”

In questo contesto, l’arte non può limitarsi a registrare il presente: ha il dovere – e forse la missione – di riaccendere una possibilità, di restituire visione, energia, slancio vitale. È a partire da questa consapevolezza che si apre Il Sogno del Contrappunto, un progetto espositivo che si configura come un atto di fiducia nell’esistenza e nella sua inesauribile capacità di rigenerarsi.

La pittura di Paola Puccini è un atto di gioia consapevole. Non una gioia ingenua o decorativa, ma una forza costruttiva, una presa di posizione etica ed estetica. Le sue opere si configurano come luoghi in cui il colore diventa esperienza, presenza fisica, vibrazione percettiva.

Accogliere questa mostra all’interno del progetto Cantiere Umano non è dunque una scelta casuale, ma il risultato di una profonda consonanza concettuale dove l’opera di Paola Puccini è l’espressione del versante più intimo: il cantiere interiore, dove la complessità del reale viene trasformata in armonia.

L’artista non si limita a dipingere immagini, ma costruisce mondi. Le sue tele sono universi pulsanti, strutture complesse in cui la materia pittorica – l’olio su tavola, denso e vibrante – si veste di una perfezione grafica quasi architettonica.
Ogni opera appare come un progetto in divenire, una mappa mentale in cui il caos viene ordinato senza mai essere annullato. La percezione diventa così tangibile, organizzata secondo un equilibrio dinamico che tiene insieme rigore e immaginazione.
Il titolo stesso della mostra, Il Sogno del Contrappunto, racchiude l’essenza della sua ricerca. In musica, il contrappunto è l’arte di combinare linee melodiche autonome in un tessuto sonoro unitario.



La forma – al tempo stesso morbida e definita, geometrica e onirica – entra in un dialogo continuo con il colore, nel generare complesse armonie visive. Ne scaturisce una vera e propria sinfonia pittorica, in cui la pittura trascende il piano puramente sensoriale: la luce sembra farsi udibile, il colore risuonare nello spazio. È in questa dimensione sinestetica che il lavoro di Puccini trova una delle sue chiavi di lettura più profonde.
La sua ricerca si colloca idealmente in una linea che guarda a una concezione dinamica e simultanea della visione, dove l’opera aspira a dare “espressione plastica e vibrante all’invisibile, all’impalpabile, all’imponderabile”. In questa tensione verso la rappresentazione di un paesaggio artificiale – costruito, mentale, ma intensamente vitale – si intrecciano elementi naturali e artificiali, colorismo e dinamismo, struttura e pulsione. Ne emerge una nuova visione dell’universo, in cui la geometria non è freddo calcolo, ma organismo vivente, scheletro e carne di una realtà percepita nella sua totalità.

