Dalla parte dei Consumatori /218
Nel secondo trimestre 2025 gli indicatori di finanza pubblica segnano un miglioramento rispetto al secondo trimestre del 2024. La crescita del potere d’acquisto delle famiglie rallenta, pur confermando la dinamica positiva che perdura quasi ininterrotta dal primo trimestre 2023. Nello stesso arco temporale si assiste al concomitante aumento, anch’esso lento ma pressoché ininterrotto, della propensione al risparmio. La quota di profitto delle società non-finanziare registra, dopo sette trimestri di riduzione, una variazione positiva, mentre il tasso di investimento è invariato
Nel secondo trimestre 2025 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al -2,0% (-3,8% nello stesso trimestre del 2024).
Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 2,4% (0,6% nel secondo trimestre del 2024).
Il saldo corrente delle AP è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil del 3,1% (1,4% nel secondo trimestre del 2024).
La pressione fiscale è stata pari al 42,3%, in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il reddito disponibile delle famiglie aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi finali sono cresciuti dello 0,5%.
La propensione al risparmio delle famiglie è stimata al 9,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,3% (0,5% l’aumento dei prezzi misurati dal deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie).
La quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 43,2%, è aumentata di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Il tasso di investimento delle società non finanziarie, al 22,7%, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente.
Famiglie consumatrici
Nel secondo trimestre 2025 il reddito disponibile lordo delle famiglie è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento dei prezzi (deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie) dello 0,5%, il potere d’acquisto delle famiglie è aumentato dello 0,3%.
La propensione al risparmio delle famiglie è stimata al 9,5% (+0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente). Tale aumento deriva da una crescita della spesa per consumi finali più contenuta rispetto a quella registrata per il reddito disponibile lordo (+0,5% e +0,8%, rispettivamente, in termini nominali).
Il tasso di investimento delle famiglie nel secondo trimestre del 2025 è stimato all’8,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, a fronte di una crescita della spesa per investimenti fissi lordi del 2,0% e del già segnalato aumento del reddito lordo disponibile.
ISTAT Comunicato stampa – Conto Trimestrale – 2025




