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LE MIGRAZIONI NON COMPENSANO LA DENATALITA’

Dalla parte dei Consumatori / 156

RAPPORTO ISTAT ALLARMANTE

Nella sezione Demografia e condizioni di vita del Rapporto Istat 2024, sono evidenziate le cifre sul processo di invecchiamento della popolazione italiana che statisticamente viene messa in parallelo con il fenomeno delle migrazioni, che appaiono sempre meno compensative soprattutto in termini di denatalità degli autoctoni. Noi per il momento ci limitiamo a riportare lo stralcio del testo.

PLP

 

L’evoluzione delle condizioni socio-economiche della popolazione a svantaggio delle generazioni più giovani rispetto a quelle più anziane si è verificata in parallelo all’accentuarsi dello squilibrio strutturale indotto nella popolazione dalla dinamica demografica. In un lasso temporale re[1]lativamente breve, dall’inizio del nuovo millennio a oggi, i comportamenti demografici e i loro effetti sono diventati sempre più veloci e manifesti, a causa dell’interazione con una molteplicità di fattori socio-economici, tecnologici e culturali. Le conseguenze del processo di invecchiamento sono, infatti, sempre più evidenti. Nell’arco di venti anni, tra il 2004 e il 2024, l’età media della popolazione è aumentata da 42,3 a 46,6 anni; l’indice di vecchiaia ha raggiunto la quota di 199,8 persone di 65 anni e più ogni cento persone di 0-14 anni, con un aumento di oltre 64 punti percentuali. Gli adulti e i giovani sono diminuiti di poco meno di 2 milioni di individui, quasi ugualmente ripartiti tra i due gruppi, ma con una incidenza molto diversa tra loro: tra il 2004 e il 2024 mentre la popolazione degli adulti tra i 16 e i 64 anni, oggi di 36,9 milioni, si è ridotta del 2,5 per cento, quella dei bambini e dei ragazzi fino a 15 anni, che sono 7,7 milioni, è diminuita di oltre il 12 per cento. I residenti di 65 anni e più sono invece aumentati di oltre 3 milioni, e oggi sono 14 milioni 358 mila (+ 5,1 punti percentuali rispetto al 2004). Di essi, oltre la metà ha almeno 75 anni: 7 milioni 439 mila, con un aumento di 3,8 punti percentuali in venti anni. I consistenti flussi dall’estero, che hanno contraddistinto l’inizio degli anni Duemila, hanno contrastato parzialmente la dinamica naturale ampiamen[1]te negativa della popolazione autoctona, contribuendo alla crescita della popolazione soprattutto nelle fasce di età attiva, e portando a un ringio[1]vanimento della struttura per età anche per effetto del contributo dato alla natalità. Tuttavia, l’apporto positivo delle migrazioni alla dinamica demo[1]grafica si è ridotto nell’ultimo decennio, anche perché i flussi migratori caratterizzati dalla realizzazione di progetti di vita nel nostro Paese hanno via via lasciato il posto a quelli dettati dall’emergenza, di carattere più tran[1]sitorio. Nel contempo, è ripresa l’emigrazione dei cittadini italiani.

(Estratto da Sintesi Rapporto ISTAT 2024  presentata da Francesco Maria Chelli, Presidente f.f. dell’Istat mercoledì 15 maggio 2024 a Roma – Palazzo Montecitorio)

 

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