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Per tutto l’Abruzzo, ma anche a Roma, tutti conoscevano gli ombrellai di Secinaro. A tal proposito voglio raccontarvi un piacevole episodio. Con un amico di Pratola Peligna eravano stati invitati a cena a casa di un coetaneo di questo ameno paese. Nel pomeriggio decidemmo di fare una passeggiata a piedi: arrivammo nei pressi del cimitero di Gagliano Aterno e ci mettemmo seduti sopra un muretto. Mentre stavamo parlando, arrivò una macchina targata Milano, con quattro persone a bordo. L’auto si fermò e l’autista ci chiese cortesemente “scusate dovremmo andare a Secinaro. Possiamo proseguire su questa strada?”. Prima che uno di noi potesse rispondere, l’amico di Pratola disse: “Dipende! Voi dovete andare all’area industriale o al centro storico?”. L’autista, un po’ imbarazzato, chiese: “Ma perché, c’è anche un’area industriale?”. “Lei dovrebbe sapere che tutti gli ombrellai che girano per il mondo sono di Secinaro!”. Noi non potemmo trattenersi e scoppiammo a ridere. L’autista e i viaggiatori capirono la battuta e per poter ridere bene furono costretti a scendere dalla macchina. Ci volle un po’ di tempo per riprendere la marcia verso la giusta destinazione. Qui di seguito vi offro la fedele riproduzione del “trapano a volano” che un mio carissimo amico ha ricostruito in legno, senza trascurare i minimi particolari e le perfette dimensioni. Manca soltanto il volano originale perché oggi è difficile trovare i cuscinetti.

