IL Limite / Raniero Regni / 251
| Al posto della cornice apocalittica – che suscita paura, colpa e quindi paralisi – bisognerebbe usare delle narrazioni positive, che aiutino a immaginare un recupero della natura e degli ecosistemi, dando stimolo e speranza
C. Benedetti La letteratura di immaginazione, anche se ha il potere di porre fine all’innocenza, non è una lezione, ma una tentazione a riesaminare l’ovvio. La grande narrativa è, in spirito, sovversiva, non pedagogica J. Bruner |



nalmente, anche la questione ecologico-ambientale. Film e romanzi stanno affrontando a modo loro il tema della distruzione dell’ambiente, del necessario riequilibrio tra esigenze umane ed esigenze degli altri esseri viventi non umani. Finalmente ci si accorge dell’ostacolo drammatico che si pone di fronte alla condizione umana di dover, in qualche maniera, limitare il proprio potere distruttivo, pena l’autodistruzione. Molti “eroi”, protagonisti della narrativa contemporanea, che attinge anche da fatti veri, sembrano impegnati a salvare l’ambiente e il mondo dall’ignoranza e dall’avidità di imprenditori/prenditori senza scrupoli che, in nome del profitto immediato, mettono a repentaglio la salute di esseri umani e ambienti naturali. L’antagonista di questi protagonisti è infatti quasi sempre uno speculatore, più furbo che intelligente. E tante volte mi sono domandato come debbano sentirsi certi imprenditori, anche di casa nostra, ad incarnare sempre il ruolo del cattivo!


