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| SU SPECULAZIONI SI LAVORA AD UN ESPOSTO A TUTTE LE PROCURE PER MANOVRE SPECULATIVE SU MERCI E AGGIOTAGGIO |
Sui carburanti basta chiacchiere e basta convocazioni, serve tagliare le accise e serve farlo in fretta per evitare una escalation inflazionistica con conseguenze enormi sulla nostra economia. Lo afferma il Codacons, commentando la decisione del Mit di incontrare le compagnie petrolifere mercoledì prossimo. L’associazione annuncia inoltre di essere al lavoro per un esposto a tutte le Procure della Repubblica italiane sul caso delle possibili speculazioni sui prezzi al dettaglio.
I listini di benzina e gasolio alla pompa stanno salendo giorno dopo giorno, un problema che non si può risolvere attraverso future riunioni e convocazioni delle parti, ma solo mediante un taglio urgente delle accise che ad oggi non potrebbe essere inferiore a -20 centesimi al litro per riportare i prezzi alla normalità – spiega il Codacons.
Proprio in tema di aumenti dei prezzi nei vari comparti, dai carburanti all’energia, passando per alimentari e trasporti, il Codacons sta ultimando un esposto che sarà inviato a tutte le Procure della Repubblica sul territorio in cui si chiede di aprire delle indagini sui repentini incrementi dei prezzi al dettaglio registrati nel nostro Paese negli ultimi giorni, valutando la sussistenza di fenomeni speculativi alla luce dei possibili reati di manovre speculative su merci e aggiotaggio.
(Codacons – Comunicato 13 marzo 2026)
UN PIENO DI GASOLIO COSTA 16 EURO IN PIU’.
NELLE CASSE DELLO STATO +9,5 MILIONI DI EURO DI ENTRATE GIORNALIERE GRAZIE AD AUMENTO LISTINI ALLA POMPA |
La guerra in Medio Oriente costa oggi agli italiani ben 16,5 milioni di euro in più al giorno solo a titolo di rifornimenti di carburante al distributore. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato uno studio per analizzare l’impatto della crisi sulle tasche dei cittadini.
Dal 27 febbraio, prima dello scoppio del conflitto, alla data del 14 marzo il prezzo medio del gasolio alla pompa è aumentato del +18,5%, + 32,2 centesimi al litro, pari ad una maggiore spesa da +16 euro a pieno – analizza il Codacons – La benzina è rincarata del +9,1% (+15,3 centesimi al litro), con una maggiore spesa sul pieno da +7,6 euro.
Un incremento dei listini che, considerando solo le vendite giornaliere di carburanti sulla rete ordinaria (strade e autostrade), costa ogni giorno agli italiani ben 16,5 milioni di euro in più rispetto al periodo pre-conflitto. In media infatti sulla rete ordinaria italiana vengono venduti 40,1 milioni di litri di gasolio e 23,9 milioni di litri di benzina al giorno, per un totale di oltre 64 milioni di litri di carburante al giorno – aggiunge il Codacons.
Una maggiore spesa che, tuttavia, equivale anche a maggiori entrate per le casse statali: considerando che le tasse su benzina e gasolio pesano circa per il 58% sul prezzo finale alla pompa, lo Stato incamera oggi a titolo di Iva e accise 9,5 milioni di euro in più al giorno rispetto a fine febbraio grazie ai rincari dei carburanti sulla rete ordinaria.
Il Codacons ha inoltre realizzato delle proiezioni sulle conseguenze dei rialzi generalizzati di tariffe e prezzi al dettaglio legati alla crisi del Medio Oriente: qualora la situazione in corso dovesse portare l’attuale inflazione in Italia ad un livello pari al +2%, la spesa della famiglia tipo, a parità di consumi, salirebbe di +661 euro annui, con un impatto sulla collettività da +17 miliardi di euro.
Ma se l’inflazione dovesse salire al +5%, la maggiore spesa per la stessa famiglia sarebbe di +1.653 euro annui, con una stangata complessiva sugli italiani da 42,6 miliardi di euro su base annua – conclude il Codacons.
(Codacons – Comunicato 14 marzo 2026)




