La Regione Rossa che non significa più Comunista. Eleviamo Scudi e bandiere per il rispetto del MID
E’ molto probabile che la gran parte dei nostri ragazzi non sia stata informata, in famiglia o a scuola, del fatto che una volta per “ zona rossa” si intendeva una realtà in cui governavano i comunisti. Forse sono ancora di meno le persone che ricordano che i democristiani, spesso spalleggiati dai parroci, oltre ad affiggere manifesti con un grande scudo crociato inneggiante alla “Libertas”, per accaparrarsi i voti di elettori sprovveduti, non esitavano a definire, i loro avversari come “mangia bambini”. L’’altra parte, innalzando bandiere rosse con “Falce e martello”, replicava con slogan di stampo sovietico del tipo “la verbosità dei preti è l’arma dei nostri nemici”.
Risparmio privato e fame di rendimenti sicuri. Possiamo fare da soli
Il collocamento di un BTP a 50 anni appena richiesto dal Ministero dell'Economia mi sollecita a tornare sulla questione Debito Pubblico e su come finanziarlo. L'argomento, peraltro già più volte analizzato sul sito di Civiltà Italiana (v. link in basso) oggi si presta ad ulteriori considerazioni, tutte rafforzative di quanto avevo già allora espresso circa la scarsa capacità del Governo Conte a costruire un quadro prospettico credibile, capace cioè di contemperare i costi legati alla emergenza sanitaria e a quelli economici che di li a poco ne sarebbero derivati, con l'inevitabile aumento del Debito Pubblico.
I beni comuni, ovvero come uscire migliori dalla crisi post-pandemica
Settanta anni fa, i nostri genitori ricostruirono un paese distrutto da una guerra persa. Si puntò sullo sviluppo della produzione e consumo di beni privati. Il risultato furono il boom economico e la ricchezza, di cui tutti abbiamo goduto.
Il vino della settimana: l’amarone
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Lorenzo Begali è un maestro vignaiolo che sa rendere il suo Amarone inconfondibile. Quello del 2001 – cru Monte Cà Bianca – è una vera opera d'arte. Ha uno spettro aromatico ampio e raffinato; alla degustazione evidenzia tannini rotondi e vellutati pur avendo una gradazione alcoolica del 16,5% ; sono chiaramente riconoscibili i profumi speziati, la frutta rossa, sentori di cuoio e miele d'acacia. Un vino che bisogna saper amare e gustare, anche a fine pasto con un dolce al cioccolato. Per i puristi e tradizionalisti il consiglio è di abbinarlo ad un brasato con cipolle e con un asiago stagionato. |
