La famiglia è una benedizione che chiunque può impartire e il più prezioso dei doni
Timothy Shriver (Presidente Special Olympics)
Oggi 24 maggio 2026 è il quinto e ultimo giorno di Giochi Nazionali di Special Olympics, Da ormai dieci anni, da quando cioè ho avuto occasione di leggere “Pienamente vivi”, il libro, scritto dal figlio di Eunice Kennedy, fondatrice di Special Olympics, in occasione di ogni evento organizzato da questa benemerita associazione, lo riprendo in mano e leggo una decina di pagine di un capitolo a caso per “rinfrescarmi” la memoria e soprattutto tenere aperto il cuore ad una preziosa visione della vita. Lo presentammo con Raniero Regni nell’aula Magna della alla LUMSA in un Open Day per il Corso di Perfezionamento in “Educazione e management dello sport” alla presenza dell’autore e della splendida atleta speciale Loretta Claiborne.
/ ottobre 2016, Open day alla Lumsa Claretta Claiborne con il Direttore di Centralmente e un bravo atleta i Special Olympics Italia
Nel libro Timothy Shriver espone limpidamente la profondità pedagogica e sociale e soprattutto morale del corretto approccio al mondo della disabilità intellettiva, quello su cui la madre ha prima sensibilizzato il fratello John Fitzgerald e poi ha chiamato a riflettere i personaggi più in vista del mondo dell’economia, dello spettacolo, della musica e dello sport. La facoltosa famiglia Kennedy, oltre che il Presidente degli Stati Uniti e altri personaggi politici di primo piano (leggi Robert e Edward) comprendeva anche Rosemarie, che, dopo un parto difficile, era nata, come si diceva allora, “ritardata mentale”. I genitori provarono in tutti i modi a sostenere la ragazza facendole frequentare scuole e collegi, fino a quello in Pennylvania, progettato per educare i bambini affetti da “debolezza mentale”. Le insegnanti di quella scuola si mostrarono impotenti e pressarono la famiglia a fare qualcosa per risolvere i suo problemi.
Papà Joseph decise per un intervento di chirurgia cerebrale che ebbe conseguenze disastrose, riducendo al minimo le capacità verbali e motorie di Rosemarie che aveva 23 anni.
La famiglia Kennedy nel 1931 glihttps://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12806756a
La ragazza visse ancora a lungo in un istituto del Wiscosin assistita da monache e badanti, ma, racconta Timothy, “sembrava svanita nel nulla”: l padre probabilmente non andò mai a trovarla, la madre e i fratelli lo fecero raramente. Tornava spesso però a casa e si fermava per qualche settimana, “passava il tempo mescolando mazzi di carte, nuotando, passeggiando e facendo qualche gita a Washington”. Dopo anni di esperienza con la sorella e con le altre persone che vivevano il suo stesso problema, di ascolto, di genitori e insegnanti di istituti “specializzati”, di confronti con studiosi ricercatori e terapeuti, Eunice Kennedy aveva accumulato molta rabbia e frustrazione “. Perché le sofferenze delle persone che incontrava erano immense e quello che veniva fatto per alleviarle del tutto insufficiente”. Decise quindi di trasformare il grande giardino di casa in Camp Shriver, perché i bambini con disabilità intellettiva, condannati a sprecare l’estate in qualche fetido istituto di Washington e delle aree suburbane del Maryland , oppressi e dimenticati da tutti, avevano avuto anche loro il diritto di giocare e divertirsi”. Glielo avrebbe consentito lei trascinandosi dietro i suoi figli, Così Timothy in prima persona si ritrovò ad arrampicarsi sul percorso di corde, a lasciarsi penzolare insieme agli altri dagli alberi, a camminare sull’asse di equilibrio e a saltare gli ostacoli. Frequentando il centro arti e mestieri, di Camp Shriver con i suoi nuovi compagni “disabili” costruì e pitturò un tavolo di legno che regalò al suo papà! Con la collaborazione di volontari come l’ex- olimpionico Sandy Eiler e perfino di detenuti che seguivano un programma di riabilitazione.e venivano Impegnati nella costruzione e nel trasporto delle attrezzature. Nacque così una fonte inesauribile di divertimento anche per il piccolo Shriver che, a tre anni, potette condividere giochi, palloni nuotate con tanti coetanei, e cavalcare piccoli ponny. Lo faceva anche con Wendell che di anni ne aveva nove ma aveva un’intelligenza di uno di quattro, Eunice però annotava che “si comportano allo stesso modo”, nei giochi e a tavola “tutti e due corrono alla stessa velocità e tutto il giorno sfrecciano qua e là”. E ancora: “quando Timmy è troppo stanco, Wendell gli dà una mano”!
Ecco che la “rivoluzione era iniziata”. L’impegno di Camp Shriver comprendeva sport fede e giustizia sociale. La reazione di Eunice “al dolore e all’esclusione che avevano avvelenato la vita di sua sorella Rosemary e la sua” aveva gettato il seme per un’attività che oggi coinvolge milioni di persone in tutto il mondo e organizza eventi con una continuità entusiasmante.
Per sottolineare vieppiù il valore e il senso di questa rivoluzione, mi piace riportare, tra i tanti riferiti da Timothy, l’episodio che vede protagonista un fotografo professionista, che durante la cerimonia di apertura dei Giochi Mondiali di Special Olympics, di acorse che un gruppo di una decina di atleti teneva la macchina fotografica usa e getta che tutti gli iscritti alle gare avevano ricevuto in omaggio dall’organizzazione, con l’obiettivo rivolto al contrario,. Si avvicinò a spiegare che la macchina tenuta in quel modo avrebbe riprodotto immagini illeggibili. Il ragazzo gli rispose ringraziandolo per l’attenzione e spiegando a sua volta che il mirino capovolto funzionava come un telescopio e permetteva di inquadrarpiù da vicino il Presidente Bill Clinton che stava pronunciando il discorso inaugurale, come u. Beccati questa professionista della fotografia! (ndr).
Anche per questo, i Giochi Nazionali estivi di Lignano Sabbiadoro hanno riacceso in me il gusto di riaprire le pagine di “Pienamente vivi” come hanno fatto quelli Mondiali invernali di Torino del 2025, ma anche le manifestazioni regionali di cui ricevo sistematiche notizie dal sito di Special Olympics e dall’amico e collega Alessandro Palazzotti, che con la figlia Alessandra è ai vertici del movimento in Italia. Il sottotitolo del libro di Timothy recita: “La scoperta più importante” il titolo dell’introduzione è “Una scuola del cuore”. Basta riflettere!
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