Gli artisti, indipendentemente dalle loro tendenze, stili e origini, emergono come protagonisti nella scenografia di spettacolo e virtualità che permea il nostro tempo. Questo scenario, apparentemente senza autore definito, si compone di filamenti e trasgressioni, conversioni ed annunci, azioni senza separazioni nette, in un vasto territorio contaminato dalle tracce delle grandi scuole del Novecento. 
David Begbie emerge come uno scultore del sublime, erede delle misure della bellezza, della libertà espressionistica, dell’emozione e della gestualità. La sua opera si sviluppa in un grande contenitore caratterizzato da una bellezza che transcende la tradizione ed abbraccia la contemporaneità.









