Home La Rivista Attualità e Amarcord SAPORE D’ORIENTE A ROSETO: VILLA PARIS NELLA MONOGRAFIA DI CARLA TARQUINI

SAPORE D’ORIENTE A ROSETO: VILLA PARIS NELLA MONOGRAFIA DI CARLA TARQUINI

Attualità /Marcello Martelli/206

Nel paesaggio luminoso di Roseto degli Abruzzi, tra il verde dei colli e l’azzurro dell’Adriatico, troviamo Villa Paris, dimora storica che, come un gioiello sospeso nel tempo, racconta vicende di splendore, abbandono e rinascita. La monografia di Carla Tarquini, “Villa Paris e la sua cappella di stile bizantino. Sapore d’Oriente a Roseto degli Abruzzi”, restituisce a questo luogo la voce che merita: quella della storia, dell’arte e della memoria condivisa.

Edificata tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, la villa fu proprietà della nobile e facoltosa famiglia Mezzopreti e-in seguito- sede estiva del Collegio Russicum di Roma. Queste stratificazioni storiche, come le pagine di un libro, si sfogliano nella narrazione raffinata di Carla Tarquini, che compone un racconto mai didascalico, ma sempre vivace, segnato da un’attenta lettura delle fonti e da una profonda conoscenza del contesto culturale abruzzese. Dimenticata per lunghi decenni, Villa Paris ha rischiato il collasso fisico e simbolico. Ma, grazie all’intervento lungimirante dell’architetto Giuseppe Cingoli, è rinata a nuova vita: restaurata con rispetto, reinterpretata con sensibilità, oggi è di nuovo un luogo vissuto, visitabile, capace di dialogare con la contemporaneità.

Il cuore pulsante della monografia è la cappella privata della villa, uno spazio che sorprende per la sua bellezza discreta e la sua atmosfera spirituale. Le volte decorate in stile bizantino, con richiami evidenti all’arte religiosa dell’Est cristiano, testimoniano la vocazione universale di Villa Paris, sospesa tra Occidente e Oriente, tra rigore classico e gusto esotico. Carla Tarquini guida il lettore in un viaggio tra iconografie sacre, suggestioni simboliche e richiami

Le decorazioni, realizzate con perizia artigianale, evocano non solo una devozione profonda, anche la volontà – tutta novecentesca – di coniugare estetica e sacralità.

A completare il quadro, il parco della villa, ripensato come spazio di contemplazione e socialità, riafferma l’idea della villa come organismo vivente, in cui natura e architettura si compenetrano. Tra alberi secolari, sentieri curati e scorci sul mare, il parco diventa una sorta di estensione spirituale della cappella, un luogo dove la bellezza si respira a pieni polmoni.

La scrittura di Carla Tarquini è sobria, puntuale, ma animata da un trasporto sincero: la sua monografia non è solo un lavoro di ricerca, ma un atto d’amore per un patrimonio culturale importante e prezioso. Le pagine scorrono leggere, ma restano incise nella memoria del lettore, sollevando domande sul senso della conservazione, sul valore del restauro, sul ruolo della bellezza nella costruzione dell’identità di un territorio. Villa Paris oggi non è soltanto un edificio recuperato: è un simbolo. Rappresenta ciò che può accadere quando la competenza incontra la passione, quando la cultura si fa azione concreta. I

n tempi in cui il nostro patrimonio storico rischia troppo spesso di essere dimenticato o svilito, questo volume si impone come un invito alla consapevolezza, alla cura, alla valorizzazione.

 In definitiva, “Villa Paris e la sua cappella di stille bizantino” è un’opera che ha il sapore delle cose fatte bene: elegante, rigorosa, necessaria. Un piccolo capolavoro editoriale che riaccende la luce su un angolo d’Abruzzo colmo di storia e bellezza, che merita di essere conosciuto, vissuto, amato. Un grato riconoscimento va alla storica dell’arte, saggista e docente, Carla Tarquini, da anni impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale abruzzese. Collabora con istituzioni pubbliche, enti culturali e riviste di settore. Autrice di numerosi studi su ville storiche, chiese, arredi sacri e tradizioni artistiche locali, ha saputo coniugare la precisione della ricerca accademica con una scrittura accessibile e coinvolgente. La sua attenzione per la memoria dei luoghi si traduce in una narrazione che restituisce voce anche ai beni dimenticati, rendendoli parte viva dell’identità collettiva.

 Invece, l’architetto e restauratore Giuseppe Cingoli, è noto per i suoi interventi su edifici storici di particolare pregio, con un approccio che privilegia il dialogo tra conservazione e innovazione. Specializzato nel recupero di ville, giardini storici e beni ecclesiastici, ha guidato il complesso restauro di Villa Paris, restituendole il suo splendore originario con sensibilità progettuale e rigore metodologico. Il suo lavoro si distingue per una profonda conoscenza dei materiali, delle tecniche costruttive tradizionali e per una visione etica del restauro, inteso come atto di amore verso il paesaggio e la comunità.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com