Joséphine Bacon è una delle voci più significative della poesia contemporanea del Québec, portavoce della cultura INNU e custode della memoria ancestrale del suo popolo. Nata nel 1947 nella comunità di Pessamit, ha trascorso i primi anni della sua vita in un contesto nomade, immersa nella natura e nelle tradizioni orali.
Tra i temi ricorrenti nella sua opera, quello del nomadismo occupa un posto centrale. La figura del cammino – lungo i sentieri della tundra, tra i fiumi ghiacciati e le foreste del Nord – è insieme reale e metaforica: rappresenta il movimento perpetuo della vita, il fluire delle stagioni, il continuo sfuggire del territorio, mai fisso, mai domato. Ma il territorio, per Bacon, non è solo sfondo: è soggetto vivo, interlocutore e memoria. Gli elementi naturali – la neve, il vento, il fiume – non sono semplici immagini, ma parte integrante di un paesaggio interiore che si riflette nel mondo esterno.
In questo dialogo costante tra sé e il cosmo, tra io e comunità, tra lingua e silenzio, si definisce il cuore della poetica di Bacon. Ogni poesia è un attraversamento, un passaggio che riconnette l’essere umano al vivente e alle sue radici spirituali. L’impermanenza,ovvero la provvisorietà di tutte le cose che in Occidente può evocare instabilità, per Bacon è invece apertura al fluire, riconoscimento dell’eterno mutamento che ci unisce alla natura. La sua scrittura è profondamente contemporanea proprio perché rifiuta la linearità del progresso per abbracciare una visione ciclica e relazionale dell’esistenza.
In un’epoca che dimentica la relazione con la memoria e con il vivente, Bacon ci riporta alla sacralità della parola detta e tramandata.
_____________________________________________
Il mio dolore,
diventato rimorso,
è il lungo castigo
che curva la mia schiena.
La mia schiena somiglia
a una montagna sacra,
piegata dall’aver amato
tante volte.
_____________________________________________
Il midollo delle tue ossa
colpisce
l’invisibile,
opera accecante
sulla scapola
del caribù.
___________________________________________
Una notte di stelle ci invita
ci racconta
l’Orsa Maggiore
Le aurore boreali
danzano i gesti della terra
la notte delle cicatrici che perdonano
_________________________________________






