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“”A LO PARLARE AGI MESURA”, UN MONITO ANTICO CHE OGGI VALE PIU’ DI IERI

Attualità /Marcello Martelli/205

 Il detto assai popolare “A lo parlare agi mesura” (“Nel parlare abbi misura”) è inciso su una pietra calcarea del XV secolo conservata a Teramo, e rappresenta un significativo monito morale e sociale. Questa iscrizione, scolpita su un supporto a forma di scudo con un cartiglio arrotolato, è accompagnata da un’immagine simbolica potente: due teste che si guardano, con le lingue trapassate da un compasso. Una rappresentazione visiva eloquente che rinforza il messaggio dell’iscrizione: misura e prudenza nel parlare.La pietra risale alla prima metà del Quattrocento, un periodo in cui le città italiane erano al centro di una vivace vita sociale, culturale e politica. Le parole avevano un peso enorme: nei rapporti personali, nelle questioni civiche, nelle relazioni commerciali e negli equilibri tra fazioni e poteri. Il detto era quindi un invito alla moderazione verbale, a non lasciarsi andare alla calunnia, alla maldicenza, all’eccesso verbale che poteva avere gravi conseguenze.Il compasso che trafigge le lingue è un chiaro simbolo: uno strumento di misura che impone rigore e precisione, applicato al linguaggio. In sostanza: parla, ma con giudizio e misura.Nel contesto storico, questo motto si inserisce in una tradizione di valori civici molto forte nei Comuni italiani, dove le parole, in assenza di mezzi di comunicazione moderni, erano il principale strumento di influenza sociale.Il messaggio inciso a Teramo è straordinariamente attuale. Se ieri la parola era veicolo orale diretto, oggi — nell’epoca dei social media, della comunicazione istantanea e globale — la parola è diventata ancora più potente e pericolosa. Basta un post, un tweet, un commento fuori luogo per scatenare polemiche, diffamazioni, linciaggi mediatici. La “lingua” è oggi digitale, ma la necessità della “misura” è la stessa. Mentre nel passato la mancanza di misura nel parlare poteva avere conseguenze pubbliche ma limitate geograficamente, oggi la mancanza di filtro nella comunicazione può diventare virale, planetaria, e permanente (niente sparisce davvero da Internet). Questo aumenta la responsabilità individuale: è più facile parlare, ma anche più facile ferire, distruggere reputazioni, o diffondere odio.La differenza principale tra ieri e oggi sta quindi nella velocità, nella portata e nell’irresponsabilità diffusa che spesso caratterizza il nostro modo di comunicare. Un tempo, la prudenza era virtù civile; oggi dovrebbe essere una virtù digitale. “A lo parlare agi mesura” è molto più di un motto antico: è un principio etico che ha resistito ai secoli. In un mondo in cui comunicare è facile, ma comunicare bene è raro, questo detto medioevale può diventare una bussola morale. Il compasso che trafigge le lingue ci invita, ancora oggi, a misurare le parole come si misura il valore: con attenzione, precisione e rispetto.

 

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