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NOBILE DI MONTEPULCIANO 2025 SAICHETO

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.Nella parte sud-orientale della denominazione del Vino Nobile di Montepulciano, in provincia di Siena, opera l’azienda vitivinicola Salcheto, nata trent’anni fa come impresa agricola, poi nel corso degli anni trasformatasi in casa vinicola, e oggi impostata su una filosofia altamente qualitativa e innovativa. L’artefice di tutto, ovvero colui che ha impresso il fondamentale cambio di passo all’impresa, è Michele Manelli che dal 1997 guida con grande perizia e conoscenze la cantina. Cantina che sotto la sua conduzione può essere considerata al momento come una delle aziende vitivinicole tra le più avanguardistiche al mondo, in particolare per ciò che riguarda la sostenibilità ambientale e la biodiversità. Vantando, tra l’altro, importanti primati mondiali relativi all’indicizzazione di Carbon e Water Footprint, l’impresa attualmente può contare su una superficie vitata che arriva a coprire circa cinquanta ettari, dal 2009 completamente condotti in regime biologico e biodinamico. Gli appezzamenti, in parte situati nei pressi della cantina e in parte suddivisi tra le colline senesi di Montepulciano, sono caratterizzati da suoli argillosi e tufacei, e contano piante che vanno dai 10 ai 35 anni d’età. Dalla vigna, fino all’imbottigliamento, la missione è finalizzata a ottenere la massima qualità, ponendo attenzione a tutte quelle che sono le peculiarità intrinseche delle uve, per cui ogni passaggio produttivo è svolto con maniacale attenzione. Alla vendemmia, rigorosamente manuale, seguono vinificazioni senza aggiunta di solfiti e con i soli lieviti autoctoni, mentre l’invecchiamento è svolto in tonneau e botti grandi. A prevalenza sangiovese, è in questa maniera che i vini targati “Salcheto” arrivano a simboleggiare la migliore essenza del terroir di Montepulciano. Dal Rosso al Nobile di Montepulciano, per arrivare alla Riserva passando per l’“Obvius”e l’impertinente chianti  “Biskero”, sono etichette fermamente improntate sulla bevibilità e sulla precisione aromatica, sull’integrità e sull’equilibrio, nonché figlie dell’armoniosa unione tra storia, innovazione, territorio e qualità.

Provenienza:  Montepulciano – Toscana

Annata : 2015

Gradazione alcolica: 13,5% vol.

Varietà delle uve: Prugnolo Gentile 95% (sangiovese), Colorino 5%

Tipologia: l’azienda può contare su quasi  50 ettari di vigna nei dintorni di Montepulciano. I  terreni sono a prevalenza tufacei con strati argillosi esposti nella direttrice est-ovest ad una altitudine di circa 600 metri sopra il livello del mare. L’annata 2015 è senz’altro una tra le più impressionanti del suo decennio. E’ stata segnata da un forte stress termico ad agosto che ha particolarmente influenzato i livelli di acidità. Ne sono usciti vini “mangia e bevi”, carnosi e morbidi, da godersi magari in un orizzonte temporale meno lungo. Adesso è al suo apogeo.

Vinificazione:La vendemmia viene svolta quando le uve raggiungono una leggera surmaturazione per poi essere diraspate e pigiate delicatamente. Il mosto fermenta su lieviti indigeni e senza solfiti aggiunti, per poi essere riposto in botti  grandi (70%) ed in tonneaux (30%), dove rimarrà per i successivi 24 mesi. Il suo affinamento termina dopo 12/18 mesi dall’imbottigliamento, prima di essere messo in commercio. La produzione è di 18.000 bottiglie/anno.

Caratteristiche organolettiche: All’esame visivo questo vino si presenta di  un colore rosso rubino con luminosi riflessi tendenti al granato; al naso giungono aromi fragranti spezie e frutta rossa che si mescolano con sentori di tabacco mentre all’assaggio evidenti sono le note di liquirizia e sentori di erbe appassite accompagnati da tannini vellutati e rotondi ed una nota finale di caffè tostato.

Temperatura di servizio:   18-20 gradi  previa ossigenazione per almeno un’ora; utilizzare un calice ampio alla base e più stretto sul collo. Di discreta longevità; se ben conservato a temperatura costante di 12 gradi può rimanere ancora in cantina per altri 3-4 anni.

Abbinamenti : Ideale con i grandi primi piatti della cucina toscana come gli strangozzi alla norcina o una     bella ribollita. Si sposa bene anche con secondi di carne nobile come un filetto cotto alla griglia con erbe aromatiche o un agnello alla Centurione o,ancora, con una vera rosticciana. Invece, per chi vuole osare, il mio consiglio è di provarlo con un camembert passato al forno ed accompagnato con pane rustico toscano.

 

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