Post della settimana / CentralMENTE/193
| La quaresima della riflessione, il digiuno dalla superficialità e la carità di arricchire l’intelletto fanno bene a tutti: sia a chi crede, sia a chi non crede. |
Ora è tempo di silenzio, di riflessione e di introspezione, anche se il periodo del carnevale non è più sfrenatezze, esagerazioni e sguaiatezze d’una volta; quelle sfrenatezze, esagerazioni e sguaiatezze le abbiamo diluite e le pratichiamo con metodo tutto l’anno. Non c’è più serietà, non c’è più sincerità, c’è solo un vuoto voler sembrare, a tratti una falsa cordialità che mal cela il nostro ancor più ‘essere lupi gli uni con gli altri’ perché più spesso ci piace essere aggressivi e prevaricatori.
Nella tenue luce di questo fine inverno, raccogliamo i nostri cuori in un’intima considerazione di ciò che veramente è importante; lasciamo che il silenzio parli a noi stessi, anche se il ronzio delle nostre disperate gaudenti frenesie, risuona ancora nelle orecchie.
Socchiudiamo gli occhi e meditiamo
il rispetto per il nostro prossimo, non giudichiamolo, cediamogli il passo e la guancia. Consideriamo che l’altro, il diverso, il simile, il fratello, ha una storia, un carattere e un’indole da leggere, rispettare e accettare.
La quaresima della riflessione, il digiuno dalla superficialità e la carità di arricchire l’intelletto fanno bene a tutti: sia a chi crede, sia a chi non crede.
(Vincenzo Giovagnorio- Facebook _ 5 marzo 2025)
Nell’immagine:“Mercoledì delle Ceneri” Carl Spitzweg (1808–1885




