Home La Rivista Attualità e Amarcord QUEL GIORNO LAVORAI CON lL MITICO “RE DEI PAPARAZZI”

QUEL GIORNO LAVORAI CON lL MITICO “RE DEI PAPARAZZI”

Attualità&Amarcord/ Marcello Martelli/Io penso/ 190

 Auguri a Rino Barillari che brinda ai suoi 80 anni. E’ stato un protagonista della Dolce Vita anni ’60 che, con le sue immagini, ha raccontato l’Italia e la Roma degli anni belli.  Lunga la carriera del fotoreporter, che ha fissato gli eventi più significativi degli ultimi cinquant’anni.

La sua avventura cominciò a Roma negli anni ’50 con le foto ai turisti di Fontana di Trevi. Poi, al seguito del collega suo maestro Tazio Secchiaroli, scoprì i personaggi del cinema e della Dolce Vita romana. Barillari diventò così il paparazzo dallo scoop facile, con la macchina fotografica sempre puntata anche sui grandi fatti della cronaca nera, del terrorismo e della mafia.

Lo incontrai più volte a palazzo Wedekind nella redazione de Il Tempo. Quando, dopo Renato Angiolillo, del giornale di Piazza Colonna diventò direttore l’abruzzese Gianni Letta, particolarmente amato e gradito da noi redattori conterranei. Un sodalizio fortunato e prezioso che, infatti, portò alla nascita del primo inserto regionale all’interno di un grande quotidiano. Accolto con un immediato successo di vendite in tutte le edicole abruzzesi. Ciò che spinse “Il Messaggero”, nostro diretto concorrente, a copiare subito l’iniziativa. Allora in Abruzzo, senza un quotidiano stampato “in loco”, l’informazione era monopolio esclusivo delle due testate romane. Gli inserti dedicati alla regione, segnarono una tappa davvero nuova e importante per la storia e lo sviluppo dell’informazione locale. In quegli anni particolarmente vivace e continua era la sfida fra i cronisti dei due giornali che, senza risparmio di tempo e fatica, si battevano quotidianamente per accaparrare notizie e lettori. Un corpo a corpo continuo, per vincere la competizione e battere la concorrenza.

 Una volta, per un clamoroso fatto di cronaca nera di rilevanza nazionale, chiesi al direttore del mio giornale una trasferta in Abruzzo del “re dei paparazzi”. Che non si fece attendere e svolse alla grande il suo lavoro di abile fotoreporter, scattando foto altamente professionali, procurandoci una bella figura presso i lettori (e i concorrenti).

Bei tempi, ma adesso? Anche il mondo dei paparazzi è cambiato. I divi sono spariti e anche il mondo dei fotoreporter non è più quello.” Prima se c’era un terremoto – ricorda un nostalgico Rino Barillari – il tuo dovere era precipitarti sul luogo della sciagura, perché quello ti chiedeva il giornale. Adesso le immagini te le mandano direttamente i Vigili del fuoco, la polizia o la Guardia di Finanza. A noi erano richieste velocità e verità. Oggi alla verità non ci arrivi più per primo e con gli smartphone sono diventati tutti fotoreporter. Un tempo nelle case c’erano gli album delle foto, ogni tanto rivedevi i tuoi genitori, i nonni, i compagni della prima elementare e ti emozionavi. Ora il mondo è diventato più veloce, però senza cuore…”.

Rino, sei sempre un grande e brindo con te per i tuoi primi 80 anni!

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