Attualità Paolo Rico /184
«Il politico può permettersi di parlar chiaro solo quando non ha nulla da dire»
Roberto GERVASO (1937-2020), giornalista, scrittore, aforista
Pnrr con il freno tirato. Sembrano concordare sui ritardi attuativi gli osservatori interessati ai cospicui benefici dell’intervento Ue. Pur se a fine-‘2024 il governo si è affrettato ad attivare la procedura per ottenere presto da Bruxelles 18,3 mld della settima rata del finanziamento complessivo di 140 mld. Quasi a sottolineare che l’operatività dell’azione comunitaria per il nostro Paese marcia pressoché regolarmente. O quasi?
Sì, proprio così: non è tutto oro quel fulgore di interventi cantierati per “mettere a terra” (si definisce in questo modo il concreto avvio dei singoli progetti) le scelte finanziate. Colpa, invero della famigerata lentocrazia ovvero della pigra, inefficiente, inefficace, ed anche sguarnita, struttura d’ufficio, incaricata dell’esame dei piani e della loro cantierabilità. Ci torneremo, dopo un’opportuna retromarcia sulla citata “settima rata”. Spiegarne contenuti e destinazioni potrebbe, infatti, facilitare la comprensione dell’attuale gestione del Pnrr. Perché proprio l’aggiungersi di nuovi interventi potrebbe gravare sull’esplicazione, ad esempio, di diverse azioni pregresse, trascinando pertanto l’insoluto alle calende greche: in danno dei veri obiettivi di ripresa economica e di sviluppo sociale, che giustificano gli investimenti, in parte a titolo oneroso per gli strumenti di contabilità nazionale.
Destinazione della settima rata: l’incremento del parco rotabile (autobus e, con la riqualificazione di diverse stazioni ferroviarie, treni green per il trasporto regionale, di prioritario interesse per i lavoratori pendolari, soprattutto in alcune aree metropolitane ad alta intensità residenziale e demografica). Salute e cybersicurezza rappresentano gli ulteriori obiettivi dei finanziamenti, inscritti nella settima rata Pnrr. Né va dimenticato, tra le altre finalità d’impiego del richiesto finanziamento Ue, l’ampliamento dell’offerta di borse formative, sia per promuovere l’istruzione universitaria sia per incentivare la ricerca in ambito accademico e privato. A fianco di tali destinazioni l’irrinunciabile aggancio a talune riforme istituzionali, amministrative, gestionali, politiche, imposte da Bruxelles al nostro Paese. Si citano: l’adeguamento della legge sulla concorrenza; l’implementazione delle prime misure, rivolte ad accelerare i pagamenti da parte della PA a favore dei fornitori: particolarmente, imprese e professionisti; e la definizione degli ambiti attuativi e dei sostegni nell’ambito delle energie rinnovabili. Tutto, orientato – secondo gli auspici, contemplati dal protocollo sulle caratteristiche della settima rata – alla riduzione dei divari territoriali.
Finalità ambiziose, che – va detto – spaventano un pochino la paludata organizzazione dei controlli pubblici. Rinviati, infatti, a conclusione degli interventi, proprio ad evitare che il ritmo – di necessità, compassato, penetrante e pervasivo – della vigilanza si frapponga all’urgente necessità di dar corso e, soprattutto, di concludere sollecitamente il programma assistito dalle provvidenze Ue. La questione dei ritardi attuativi del Pnrr va definitivamente affrontata alla luce della perdurante situazione di obiettivo stallo: di un programma – si è sostenuto icasticamente all’inizio – con il freno tirato nell’applicazione in Italia. Speso appena un terzo della disponibilità, con l’80% dei progetti parzialmente realizzato: solo per un terzo! Così ha spiegato qualche mese fa un’indagine della Corte dei Conti. Infatti, meno di 5mila i rendiconti pronti su oltre 260mila progetti avviati, con appena l’8% di questi ultimi, riuscito ad impegnare nemmeno un terzo del portafoglio assegnato. Colpa della farraginosità e lentezza della burocrazia ministeriale, che sovrintende alla gestione dei programmi.
Maglia nera gli uffici del Lavoro: 8 mesi per un solo rendiconto. Ma non va meglio al ministero delle Infrastrutture (6 mesi per 38 rendiconti) e al MiC (4mesi per vistare 607 rendiconti). Una situazione, parzialmente affrontata con la revisione delle normative di settore, che hanno finalmente stabilito – già anticipato – le erogazioni svincolate dai controlli, fissati solo a conclusione delle opere. Si teme, però, che i rinvii finiscano nel cilindrino stretto dell’imbuto, che raccoglie le pratiche da sorvegliare e definire, accrescendo spropositatamente l’arretrato e, dunque, il contenzioso.
Che fare, per dribblare il rischio di una strozzatura procedurale e contabile? Dar mano ad un vasto – purtroppo, non rapido – maquillage digitale nel pubblico? Magari, per sostenere una misura stessa dei fondi Pnrr, quella, che risponde meglio alla crescente domanda di potenza di calcolo con il ricorso al portento dell’AI e del data processing avanzato. D’altronde, si ipotizza che in questa nicchia produttiva e di ricerca si affollerà nel prossimo quinquennio una mole di investimenti non inferiore al trilione di $. D’altronde, per restare nel campo delle ipotesi, potrebbe capitare nel biennio a venire che rallentino gli impegni Pnrr, frustrando nel contempo azioni di pungolo economico e, soprattutto, mortificando l’impegno del Mef, rivolto ad imbrigliare i deficit dei prossimi esercizi finanziari.
E’ noto che non pochi dei fondi Ue, per l’ambizioso obiettivo del Pnrr, sono da ascrivere ad ulteriore indebitamento statale. Dunque, la geopolitica e la geofinanza dei tassi su prestiti – pur conclusi per positivi interventi di spesa per investimenti produttivi – potrebbero non proprio avvantaggiarci. Qualche prefica ha malauguratamente già calcolato in 82mld di euro il rischio peggiorativo sul nostro debito pubblico, possibile a causa della ritardata o inesplicata attività Pnrr. Terribile scenario da esorcizzare in un quadro, che avrebbe dovuto, per contro, raffigurare solo rilancio e crescita; insomma, un nuovo miracolo economico da anni ’60 del dopoguerra. Ecco, occorre rimboccarsi subito le maniche e stimolare la domanda interna, ben orientando agli investimenti e alle riforme la cassaforte Ue.






