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TREBBIANO VIGNA DEL CONVENTO DI CAPESTRANO 2015

Cucina&Cantina /Centralmente/227

 Nelle domeniche dell’Avvento che restano ho intenzione di proporre tre vini che dovrebbero intonarsi bene ai ricchi menu che le famiglie italiane porteranno a tavola per la cena della vigilia e per il pranzo di Natale. Inizio con una vecchia conoscenza: un bianco che sembra fatto apposta per una cena di magro come quella  che abitualmente si vive la sera del 24 . Più che una scoperta è un riassaggio, un vezzo che ho preso per annotare le differenze che i grandi vini mostrano nel loro processo evolutivo e che, come spesso accade, danno grandi soddisfazioni.  Ma, prima di parlare del vino, vale la pena raccontare  brevemente la storia di come la famiglia Pizzolo è approdata in questo angolo d’Abruzzo e di come sia riuscita in così poco tempo ad ottenere vini splendidi, entrati di prepotenza nell’eccellenza dei vini di questa regione. Tutto è cominciato nel 1998 quando la famiglia decise di recuperare un vecchio vigneto rinvenuto all’interno della proprietà, acquisita anni prima, che si trovava nella vallata circondata dalle montagne, poco lontana dal paese di Popoli. Dopo aver compiuto attente osservazioni in campagna e studi sperimentali su selezioni di uve provenienti dalle diverse vigne, in particolare su quelle del Trebbiano d’Abruzzo della Vigna di Capestrano, è stata messa a punto la tecnica del pied de cuve grazie all’esperienza e alla passione di Enrico Antonioli, artigiano della vigna formatosi in Borgogna. Il vino oggi in rassegna proviene dalla  vigna di Capestrano, nella Piana di Ofena, a pochi chilometri da Popoli in direzione L’Aquila, in un territorio noto per il ritrovamento di una vasta necropoli risalente al VI – V sec. a.C., il cui reperto più famoso è l’imponente statua del Guerriero di Capestrano. L’impianto delle barbatelle risale al 2003 e in quell’anno le giovani piante dovettero subito affrontare l’annata più siccitosa degli ultimi cento anni. L’anno successivo una violenta clorosi ferrica  mise a rischio lo sviluppo delle radici delle viti e , per essere debellata, richiese cinque lunghi anni di impegno e cure . Nonostante il difficile avvio, la vigna di Capestrano ha continuato a produrre e ha trovato il modo di dare il meglio di sé tanto che fra i filari di Trebbiano fu ricavata una parcella di 1 ettaro, su un terreno a schiena d’asino sovrastante una delle tre sorgenti d’acqua purissima dalle quali nasce il fiume Tirino. L’ambiente ancora integro della sorgente di Capestrano ha un elevato livello di biodiversità, riscontrabile nelle moltissime specie di piante acquatiche, arbusti, fiori e vegetazione spontanea, che tramite i lieviti autoctoni caratterizza in maniera inconfondibile il profilo organolettico del vino ottenuto da queste uve.
L’importanza di questo vigneto per la storia di Valle Reale è fondamentale, perché proprio dalle uve di questi filari la cantina iniziò la ricerca nel campo delle vinificazioni sperimentali comparative che permise di comprendere come uve della medesima varietà, della stessa annata e vendemmiate nelle immediate vicinanze, potessero essere caratterizzare da profumi completamente differenti. Giù il cappello!  

Provenienza :  Popoli – Abruzzo     

Annata : 2015

Gradazione alcolica: 12,5% vol.

Varietà delle uve: Trebbiano d’Abruzzo 100%

Tipologia:Il  La Vigna del Convento di Capestrano  è gestita in regime di agricoltura biologica e biodinamica e si trova tra i 350 e i 400 metri d’altitudine, nel cuore verde dell’Abruzzo, con il Parco Nazionale del Gran Sasso e i Monti della Laga a nord, il Parco Nazionale della Majella a sud e il Parco Regionale Naturale del Sirente-Velino a nord ovest. La vicinanza delle vette appenniniche rende il clima sempre ventilato, caratterizzato da temperature estive elevate di giorno e fredde di notte, e particolarmente adatto a una viticoltura di qualità. Le viti vivono su un  suolo  prevalentemente calcareo con un impianto di tipo Guyot.

Vinificazione :  La vendemmia avviene, in genere, verso la fine di settembre con una raccolta manuale delle uve. Queste, dopo una rigorosa selezione, vengono diraspate e pigiate per essere avviate alla fermentazione che si svolge in serbatoi d’acciaio inox con utilizzo di soli lieviti indigeni. Il vino riposa in vasche d’acciaio per 18 mesi sulle fecce fini e viene messo in bottiglia senza procedere a filtrazioni ne chiarificazioni, in modo da mantenere la sua naturale integrità. Nell’annata 2015 sono state prodotte appena 3900 bottiglie; quella oggi in degustazione è la numero 2930.

 Temperatura di servizio: 12 °C 

Conservazione : fino al  2029-2030

Caratteristiche organolettiche Questo vino rappresenta la versione più matura e ricca, più solare e intensa del Trebbiano. E’ un vino ricco e complesso dal grande potenziale evolutivo sebbene abbia una gradazione alcolica di appena 12,5 gradi. Dopo dieci anni esprime una eleganza inusuale, un corpo ed una generosità fuori dal comune. Nel bicchiere si presenta con un colore giallo senape tendente a rinforzarsi con il tempo. Al naso richiama profumi di agrumi maturi, di miele d’acacia e  e pesca gialla mentre al palato esprime una bella complessità aromatica con note di rosmarino secco e una mineralità straordinaria con un finale lungo e rotondo.

Abbinamenti gastronomici: per la cena della vigilia di Natale è perfetto perché si accompagna bene sia agli antipasti di pesce come il salmone marinato all’aceto,ai frutti di mare crudi o al gratin (cannolicchi, cozze, capesante, ostriche, ricci, fasolari etc) o ad una insalata di mare tiepida, sia ai primi come un risotto allo scoglio o  linguine alle vongole veraci o, per finire, ai secondi come una orata al cartoccio o una coda di rospo in guazzetto. Per chi vuole osare ,invece, il mio consiglio è di rompere gli schemi e di provarlo con  uno spaghettone alle sarde di Sciacca sotto sale, ovviamente prima dissalate e poi sciolte nel burro a bassa temperatura.

 

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