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Lo “Scassamento di cabbasisi”   rinasce dalle sue ceneri: la storia infinita di telemarketing, chiamate truffa e l’arte… del Wangiri

 Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/226 

“326, 336, 337, 02, 06, 011, 055, 070,+34., +33, +36, +46”. Questi numeri  non sono stati estratti dall’urna del gioco del LOTTO. ma corrispondono ai prefissi di utenze telefoniche SCONOSCIUTE che hanno bombardato il mio cellulare dal 19 novembre ad oggi. So di essere in compagnia di centinaia di migliaia di utenti di tutti i gestori della telefonia che operano in Italia. Se mi domandate il perché della data d’inizio della mia “rilevazione statistica”, vi rispondo richiamando il comunicato nel quale il Codacons, che ho diffuso sulla nostra rivista nella rubrica “Dalla parte  del Consumatore” alla vigilia dell’entrata in vigore dello “stop” (sic) alle chiamate  commerciali provenienti dai finti numeri mobili italiani. La liberazione dei consumatori da quello che Andrea Camilleri  avrebbe appropriatamente definito come uno “scassare i cabbasisi”, sarebbe dovuta avvenire a partire da quel 19 novembre 2025. Ma il Codacons, facile profeta, aveva messo in guardia i consumatori::” da mercoledì le chiamate indesiderate diminuiranno, ma non scompariranno totalmente” aveva sentenziato quell’associazione. La motivazione di tale scetticismo stava nel fatto che da quella data “accanto agli operatori legali vi è un sommerso di call center ubicati all’estero che operano nella più totale anarchia, violando le norme di settore e la privacy dei cittadini”. Dalla mia personale statistica rilevo che negli ultimi  dieci giorni di novembre a martellare i “cabbasisi” sono arrivare almeno tre telefonate al giorno per ciascuno dei prefissi ,+34., +33, +36, +46 & Co.. Lo scorso 19 agosto, peraltro,  l’Agcom aveva reso operativo un primo blocco anti-spoofing relativo alle “finte numerazioni fisse italiane”, con esiti molto parziali. La stessa Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni,  ha provato  a contrastare questi “pirati” instaurando  sistema che  accerterà sia a quale operatore appartiene il numero chiamante, attraverso il database nazionale della portabilità, sia la posizione effettiva di quella numerazione. Così è possibile   verificare se la chiamata proviene legittimamente in roaming all’estero o se il numero è stato falsificato. Le chiamate provenienti dall’estero che utilizzano una numerazione mobile italiana subiscono una verifica tecnica immediata. Ciò consente di capire sia se quel numero esiste veramente sia a chi è assegnato e dove è collocato. Uno strumento tecnico certamente avanzato, ma appare chiaro che i pirati,  come potrebbe essere altrimenti?,  siano più furbi dei nostri ingegneri elettronici e che , senza indugi, per i loro call center illegali abbiano già preso le contromisure. Hanno  adottando tecnologie ancor  più sofisticate per aggirare blocchi e divieti e colpire gli utenti., Il loro “robocall”, rende difficile per le autorità intervenire tempestivamente. Insomma una  “rivoluzione” con i contorni della bolla di sapone, a tutto svantaggio dei “ gabbasisi”.  Staremo a vedere di quanto diminuirà il numero delle telefonate commerciali che in base alle stime del Codacons, in Italia, ha raggiunto quota 15 miliardi all’anno. considerata la totalità delle utenze fisse e mobili attive, pubbliche e private Il  telemarketing selvaggio non solo rappresenta una forma di molestia a danno degli utenti, ma produce anche un danno economico: nel settore di luce e gas si stima che le telefonate commerciali truffaldine e i contratti piazzati agli utenti attraverso pratiche aggressive portino le vittime a spendere mediamente tra il +10% e il +20% sulle bollette rispetto alle normali tariffe di mercato, con un danno complessivo stimato in circa 2 miliardi di euro annui.

Grazie a ScreenWord.it ho scoperto il  Wangiri un “arte” giapponese (per una volta non di difesa da arti marziali), che è solo una delle tante forme di cybertruffa che si evolvono in parallelo con l’innovazione tecnologica. Da quel sito, spero a  beneficio dei lettori, riporto testualmente l’avvertimento dell’articolo “Se ti chiamano e riattaccano (anche se non rispondi) sei nei guai” :  “Il termine Wangiri  significa letteralmente “uno squillo e stacco”. Questa truffa si basa su una chiamata telefonica che arriva da un numero estero, spesso con prefissi poco familiari, durante la quale l’utente riceve uno o più squilli ma dall’altro capo della linea non c’è nessuno: il chiamante aggancia subito. Il meccanismo è semplice, ma estremamente efficace per i truffatori: la vittima, incuriosita, richiama il numero, attivando in questo modo una chiamata verso numeri a tariffazione speciale o servizi in abbonamento, con costi che possono lievitare rapidamente, causando addebiti molto elevati sulla bolletta telefonica. In molti casi, i numeri utilizzati per il Wangiri sembrano provenire da negozi o servizi familiari, inducendo così la vittima a richiamare senza sospetti”. Emblematica la foto che apre questo editoriale l’articolo di ScreenWord (rif, stesso )

 Le chiamate sospette arrivano però prevalentemente da prefissi internazionali noti per essere utilizzati dai truffatori. Tra i più frequenti in Italia si annoverano i seguenti:

  • +375 (Bielorussia)

  • +53 (Cuba)

  • +33 (Francia)

  • +383 (Kosovo)

  • +371 (Lettonia)

  • +218 (Libia)

  • +370 (Lituania)

  • +373 (Moldavia)

  • +44 (Regno Unito)

  • +381 (Serbia)

  • +27 (Sudafrica)

  • +255 (Tanzania)

  • +216 (Tunisia)

  • +563 (Valparaíso)

  • +678 (Vanuatu)Allora : non aprire link ricevuti tramite SMS o applicazioni di messaggistica da numeri sconosciuti,Altrimenti ad essere “scassati” non saranno solo i cabbasisi ma anche il conto in banca!

La foto che apre questo editoriale è ripresa da ScreenWord

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