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CARTAGHO MANDRAROSSA 2018 NERO D’AVOLA

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Prepariamoci a un viaggio nella Sicilia più autentica per degustare questo Nero d’Avola educato e gentile che è un vero inno alla passione, al sole e alla storia di questa terra. Prodotto dalla rinomata cantina Settesoli, questo vino è un’esplosione di carattere siciliano, un sorso che racconta storie antiche e paesaggi del nostro magnifico Sud. Mandrarossa è il fiore all’occhiello delle Cantine Settesoli, una cooperativa fondata nel 1958 a Menfi, in provincia di Agrigento. Qui, sotto il cielo limpido della Sicilia sud-occidentale, Settesoli ha trasformato la viticoltura in un’arte, unendo tradizione e innovazione. Mandrarossa nasce come progetto di eccellenza per celebrare i migliori vigneti di Menfi, selezionati con cura per la loro unicità. Il Cartagho, prodotto per la prima volta nel 2004, è il loro vino di punta, premiato nel 2009 con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso per l’annata 2006 così come quello oggi in degustazione. Il nome “Cartagho”, con quella “h” che richiama l’antica grafia cartaginese, è un omaggio ai Cartaginesi, popolo che portò in Sicilia tecniche agricole avanzate e un’eredità culturale che ancora vive nei dialetti e nelle tradizioni locali.

 Varietà delle Uve: 100% Nero d’Avola, il vitigno rosso più celebre della Sicilia, sinonimo di calore, struttura e intensità. Conosciuto come il “principe” dei vitigni isolani.

Provenienza e Suoli :  Mandrarossa seleziona le uve dai migliori 15 ettari di tre vigneti, coltivati con cloni a bassa resa per garantire qualità eccezionale. Le uve del Cartagho provengono dalla Contrada Torrenova, a Menfi, a un’altitudine di 150-350 metri sul livello del mare, con un’esposizione a sud-ovest  I terreni sono di medio impasto, con una forte componente sabbiosa e un substrato argilloso-calcareo, che dona struttura, eleganza e complessità al vino. La vicinanza al mare e le brezze fresche del bosco Magaggiaro creano un microclima ideale, con escursioni termiche che favoriscono un’ottima maturazione delle uve, equilibrando zuccheri e acidità. Nel 2018, un’estate fresca e piogge ben distribuite hanno assicurato uve di qualità eccellente, nonostante una resa leggermente ridotta.

Tipologia di Vinificazione La vinificazione del Cartagho è un processo che unisce precisione e rispetto per la materia prima. Le uve, raccolte a mano, vengono diraspate e pigiate delicatamente, seguite da una macerazione di 8-10 giorni a 22-25°C in serbatoi d’acciaio, con rimontaggi giornalieri e 2-3 délestage per estrarre colore e aromi. Dopo la svinatura, il vino matura per 12 mesi in barrique di rovere francese (Allier), che gli conferiscono morbidezza e complessità, senza sovrastare il carattere varietale. Un ulteriore affinamento di 4 mesi in bottiglia completa il processo, rendendo il Cartagho pronto alla degustazione.

Temperatura di servizio: 18-19°.

Longevità: se ben conservato resiste fino al 2027-2028.

Caratteristiche Organolettiche

  • Aspetto: Rosso rubino intenso con vibranti riflessi porpora, brillante e invitante, come un tramonto siciliano che cattura lo sguardo.

  • Olfatto: Un naso profondo ed elegante, che si apre con note di more selvatiche, marasca matura e un tocco di liquirizia. Sfumature di pino marittimo e dattero aggiungono un’eleganza mediterranea che ti trasporta tra le colonne doriche di Selinunte.

  • Gusto: Al palato è pieno, equilibrato, con tannini dolci e ben integrati. Le note di dattero e pino marittimo si fondono a una morbidezza vellutata, con una persistenza che lascia un ricordo lungo e avvolgente. L’annata 2018 si distingue per la sua ricchezza aromatica e un equilibrio perfetto.

Abbinamenti

Il Cartagho è un vino che ama i piatti semplici ma saporiti. Perfetto con carni rosse alla griglia che in estate spesso accompagnano pranzi all’aperto e in buona compagnia. Si sposa bene anche con carne bianca al forno come il coniglio o la faraona. Provalo con una caponata siciliana, dove i contrasti agrodolci dialogano con la sua morbidezza, o con formaggi di lunga stagionatura, come un Pecorino Siciliano DOP.  Per chi vuole osare, invece, il mio consiglio è di assaggiarlo con una bella pasta alla Norma, preferibilmente rigatoni grandi.

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