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| ARCA ( Arte Rigenerazioni Comunità Abitare) spiega le ali: “l’Arte rigenera il cratere aquilano con un progetto semestrale” ha già offerto al pubblico il suo primo incontro il 21 luglio a Collettara di Scoppito (AQ) con uno degli undici artisti in residenza: il danzatore turco Bedirhan Dehmen. |
di Nunzia Masci
Ha preso vita in questi giorni con un primo laboratorio artistico ARCA –Arte Rigenerazioni Comunità Abitare, un’iniziativa ambiziosa che per sei mesi (giugno- novembre 2025), si propone di infondere nuova linfa nei Comuni del cratere aquilano. Il progetto, parte del “Programma Restart Priorità C”, fa della sinergia territoriale per la ricostruzione sociale e culturale la sua essenza, come sottolineato dalla Direttrice Artistica, Silvia Di Gregorio, anima di questa iniziativa che pone il “lavorare insieme” al centro della rigenerazione. Presentata lo scorso 19 luglio a Barisciano (AQ), ARCA, di cui diamo i dettagli in calce a questo articolo, ha già offerto al pubblico il suo primo incontro il 21 luglio a Collettara di Scoppito (AQ) con uno degli undici artisti in residenza: il danzatore turco Bedirhan Dehmen.. una figura multidisciplinare: ballerino, coreografo, regista e accademico.
Dehmen è anche professore associato presso la Mimar Sinan Fine Arts University, docente ospite alla Koç University, lauree in sociologia e dottorato in drammaturgia. Le sue molteplici sfaccettature artistiche e accademiche si fondono in un percorso artistico unico. Ha fondato nel 2021 “Biz Platform”, una piattaforma per la co-produzione e la collaborazione artistica, e tra le sue opere più note spicca “We” (o “Biz”), una coreografia che ha fatto il giro del mondo.
Lo abbiamo incontrato poco prima di iniziare il suo percorso laboratoriale, intervistandolo sugli esordi e sul modo in cui le diverse componenti della sua formazione si combinano nella sua arte.
Dehmen ha spiegato: “L’interazione fra i vari aspetti della mia carriera è dovuto prima di tutto all’incontro con un’insegnante che ha influenzato la mia vita, Sebnem Aksan,

fondatrice dell’Accademia di danza moderna e balletto, incontrata quando frequentavo la facoltà di Sociologia all’Università di Istanbul. I miei studi si conciliavano perfettamente con il suo modo di intendere la danza e quello fu il punto di svolta. L’anello di congiunzione fra i due ambiti da me seguiti poi lo trovai negli insegnamenti di Meltem Ahiska, professoressa di Sociologia alla Boğaziçi University, che fu il secondo momento cruciale della mia vita. Significò per me il rafforzamento del legame tra danza e sociologia tanto da improntare la mia tesi su questa combinazione.
Altro momento di crescita derivò dall’aver conosciuto Dikmen Gürün, docente alla Istanbul University Dramaturgy Department, figura preminente del teatro e direttrice di uno dei più importanti festival di teatro l’International Istanbul Theatre IKSV.

A questo punto non c’era più soltanto la commistione tra sociologia e danza, ma tutto prese una nuova direzione verso il teatro-danza. Sono stato influenzato anche dal rivoluzionario Tanztheater di Pina Bausch. Il mio background, fatto di tante esperienze così eterogenee, non sarebbe stato tale senza queste figure femminili che hanno guidato le mie scelte.”
Alla domanda se la sua passione artistica si fosse rivelata anche prima della sua formazione, Dehmen ha risposto: “L’inizio non è stato una mia scelta. Mio cognato, marito di mia sorella, mi spinse verso la Sociologia, quando ero ancora un adolescente. Sono nato in un quartiere antico della città di Istanbul e provengo da una famiglia che potrebbe essere considerata appartenente ad una classe sociale medio-bassa, dunque sono cresciuto tra le strade del mio quartiere e ho ricevuto un’educazione scolastica, ma non avevo un grande patrimonio artistico. Così i miei veri esordi nel mondo dell’arte sono coincisi con gli studi universitari. Quello è stato il mio passaggio rituale, quello in cui ho acquisito consapevolezza. Tutto ciò che è accaduto prima è stato solo frutto di coincidenze.”
Sulla difficoltà di fare danza o arte in Turchia, l’artista ha riflettuto: “Beh, ho creato una piattaforma, nella quale collaboro con artisti di varie provenienze, da quelli indipendenti a quelli più vicini alle Istituzioni. Nel 2020 ho deciso di creare un prodotto tutto mio “We/Biz”.”
Riguardo alla sua partecipazione e a quanto della sua arte proporrà al Progetto ARCA a Collettara di Scoppito: “ Proporrò un workshop basato su ciò che ho sviluppato insieme ad altri due artisti, con cui solitamente unisco la danza contemporanea alla musica dal vivo. Chiaramente lo adatterò a una sola figura, essendo solo io presente. In questa variante, calata nel contesto e per il pubblico che sarà parte attiva, si vedrà l’incontro tra movimento, improvvisazione e creazione.”
Infine, parlando di artisti italiani che si avvicinano al suo modo di intendere la danza e l’arte, ha dichiarato: “Mi ispirano molto le coreografie contemporanee di Sofia Nappi che ho conosciuto lo scorso anno all’Istanbul World Dance Day Festival e naturalmente conosco Eugenio Barba attraverso gli studi di Antropologia teatrale. La sua lezione, il suo contributo all’arte e alla danza sull’energia del performer sono stati un passaggio cruciale della mia formazione perché, come ricercatore, Barba ha saputo individuare il filo conduttore che lega il presente ai principi tecnici della tradizione, nel teatro e nella danza. Per la sua saggezza e genialità è una delle figure più importanti nel mondo dell’arte teatrale sperimentale contemporanea.”
ARCA – Arte Rigenerazioni Comunità Abitare, darà particolare attenzione agli artisti, che risiederanno negli 11 Comuni dell’aquilano. Questi luoghi diventeranno veri e propri spazi creativi, pensati per coinvolgere attivamente gli abitanti e le comunità locali. Ogni località ospiterà attività specifiche, ma con una visione trasversale e inclusiva che abbraccerà popolazione, istituzioni territoriali, associazioni, istituzioni culturali e artisti internazionali. Il progetto prevede, tra l’altro, una residenza presso la Comunità 24 Luglio per promuovere l’accessibilità alla cultura, ma anche incontri formativi con gli esperti del Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA) per rafforzare il legame con il territorio. Non mancheranno laboratori di “tessitura partecipata” condotti da Assunta Perilli che culmineranno in un suggestivo “cammino degli arazzi” collettivo, oltre a incontri sul patrimonio materiale e immateriale nelle scuole, la creazione partecipata di un cortometraggio e una serie di incontri e presentazioni al MAXXI L’Aquila.Il progetto ARCA, sostenuto dalla BCC e patrocinato dall’USRC, si basa sulla profonda convinzione che la rigenerazione del territorio passi attraverso la collaborazione e l’apertura a nuove relazioni. Tra i partner figurano il Comune capofila Barisciano, insieme ad Acciano, Fontecchio, Fossa, Ocre, Poggio Picenze, Sant’Eusanio Forconese, Tione Degli Abruzzi, Villa Sant’Angelo, Scoppito, Tornimparte. A questi si aggiungono istituzioni di rilievo come il MuNDA, il MAXXI L’Aquila, il Teatro Stabile D’Abruzzo (TSA), l’Università dell’Aquila (UnivAQ), The Current – Center for Contemporary Art (USA), Cooperativa AppStart Onlus e la Comunità 24 Luglio OdV. |






